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Continua la moria dei pesci nelle ormai non più limpide acque del Lago di Pietra del Pertusillo.
Il 27.5.2011 una verifica fatta da volontari dell’associazione sotto il Bosco Maglie, centro di Educazione Ambientale, area Parco della Val d’Agri a protezione 1, ha evidenziato molti pesci a pancia in su, ormai in uno stato di putrefazione avanzata, puzzolenti, ridotti a brandelli dagli animali predatori. I pesci trovati e fotografati sono stati rinvenuti oltre le acque del lago, trasportati da animali carnivori ed uccelli. Vi è il pericolo che i batteri o virus che hanno causato la morte dei pesci si possano trasmettere a questi animali attraverso la catena alimentare.
Il fenomeno della moria si verifica ormai da 15-20 giorni, tutti possono avvertirlo vedendo galleggiare sull’acqua le carcasse in qualsiasi punto del Lago, sotto il muro della diga, al bivio di Montemurro, alla Masseria Crisci, sotto il Bosco Maglie.
L’ARPAB, che abbiamo subito interpellato , non ha ancora trovato nessuna causa certa del fenomeno. Sono due anni che tutto questo si verifica puntualmente tra maggio e giugno; il WWF sostiene che questi gravi incidenti vengono da lontano, che non è affatto escluso che sul fondo del lago giacciano metalli pesanti provenienti dall’industria del petrolio, che certamente vi sono anche altre cause, tra cui si possono ipotizzare il glifosate, un diserbante usato per distruggere le erbe infestanti ai lati delle strade statali che si riverserebbe nel lago con la pioggia, i depuratori che non funzionano, l’eccesso di fertilizzanti chimici usati in agricoltura.
Qualunque sia la causa della moria dei pesci nel lago, il WWF chiede alle autorità preposte, Regione, Provincia e Comuni, i cui rappresentanti più volte in passato si erano impegnati ad intervenire sul problema, ai loro organi tecnici Agrobios ed Arpab ed agli altri organi statali che indagano, di procedere a rapidi accertamenti delle cause di questo fenomeno che potrebbe avere conseguenza igenico sanitarie sulla popolazione, visto il grande numero di carcasse presenti lungo le sponde lacuali; chiede inoltre al Parco dell‘ Appennino Lucano, di cui il Lago è area a protezione1, oltre ad essere area SIC e ZPS, di esercitare con maggiore forza la tutela e la salvaguardia di questo bene naturale. Il WWF auspica i definitiva che gli enti competenti agiscano per dare risposte risolutive in modo da garantire il diritto alla salute ed all’informazione ai cittadini della valle, che già subiscono le conseguenze delle attività petrolifere.
Il presidente del WWF Basilicata
Dr. Vito Mazzilli