Tumori in Basilicata: necessario far chiarezza!

Il tumore è una malattia antica, anche se alcuni pensano che si tratti di una patologia moderna e che le sue cause siano connesse alla vita di oggi; si può certo affermare che alla base della sua insorgenza ci sono numerosi fattori di rischio che bisogna ricercare e combattere.

La scoperta, poi, di una lista di geni, le cui anomalie predispongono a vari tipi di tumori, alcuni molto frequenti, permette di identificare i soggetti a rischio, formulare una diagnosi più raffinata ed approntare anche una terapia personalizzata pensata su misura per il profilo genetico del tumore da curare.

L’oncologia molecolare, infatti, possiede gli strumenti per comprendere quali geni sono coinvolti nella trasformazione maligna di una cellula ed ha aperto ormai l’era ai nuovi farmaci biologici o farmaci mirati . L’efficacia dei nuovi farmaci è strettamente legata alla presenza della molecola che si vuole colpire, presente obbligatoriamente su quel piccolo gruppo di cellule – le staminali del cancro – responsabili del fenomeno metastatico e che sono le cellule pericolose da eliminare.

Il 28 Maggio 2011 – presso il complesso monumentale di Santa Maria di Orsoleo, Sant’Arcangelo (Pz) – in un suggestivo scenario si è tenuto il convegno dal titolo ”L’INCIDENZA DEI TUMORI SUL TERRITORIO DELLA BASILICATA. QUALE PREVENZIONE E CURA? organizzato dal Centro Regionale Lucano dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria TORRE MOLFESE S.Arcangelo (PZ), al quale sono intervenute Autorità, sindaci dei comuni limitrofi ed un pubblico qualificato, che ha seguito con interesse gli oratori che si sono succeduti.

In una magnifica sala messa a disposizione dal Comune di Sant’Arcangelo, ha aperto il convegno Antonio Molfese, medico giornalista (direttore del Centro Regionale Lucano dell’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria, al suo XV anno di attività), che ha brevemente illustrato gli argomenti oggetto del convegno e presentato i relatori partecipanti.tra cui Domenico Esposito, sindaco di S. Arcangelo. Sono intervenuti il Prof. A. Ciammaichella(ROMA) il quale ha illustrato con un linguaggio semplice i danni che il tabacco provoca nelle persone, il Prof. C Crisci(FIRENZE) che ha parlato dell’importanza della chirurgia toracica nella cura dei tumori e in modo particolare delle nuove tecnologie rappresentate dalla robotica, il Prof. Gallucci, che ha passato in breve rassegna i percorsi assistenziali chirurgici più attuali relativi alla branca di urologia.

Il Dottor C. Pizza (NOLA), dopo alcuni accenni di storia della medicina sui tumori , ha illustrato le moderne cure farmacologiche impiegate nella cura delle differenti patologie, mentre il. Dottor Glisci (ANT BOLOGNA) il quale ha reso noto il progetto “eubiosia” che si pone l’obiettivo di assistere sul territorio coloro che sono affetti da tumore.

Il Dottor R. Galasso, in chiusura, ha fatto il punto sull’incidenza dei tumori nella regione ed ha confermato i dati riportati circa l’aumento di essi sul territorio.

Ha chiesto poi la parola il Dott. M Murgia (MATERA), il quale ha posto il problema circa la elevata incidenza dei tumori nei lavoratori esposti negli anni passati all’uso dell’amianto – che ha causato e continua a provocare le numerose “morti bianche “, il. Dottor Mele ha sollevato anch’egli il problema relativo alla cause di insorgenza dei tumori nei lavoratori impiegati nelle industrie petrolifere. Da qualche tempo è nata la “bioremediation”, che è quel settore di ricerca che tenta di riutilizzare microrganismi di varia natura, geneticamente modificati, nell’opera di pulizia di terreni contaminati da idrocarburi. Il rilascio nell’ambiente, di microrganismi geneticamente modificati, è regolato da norme severe, il cui scopo è quello di impedire le possibili alterazioni dell’ equilibrio di una data zona.

Sulla base di quanto è emerso dal convegno, avvalorato da dati confermati dall’ISTAT, dall’Istituto Tumori di Milano e dall’Istituto Superiore di Sanità, è necessario e doveroso che la Regione Basilicata organizzi con una certa sollecitudine una indagine epidemiologica su tutto il territorio, alla quale dovranno partecipare epidemiologi dell’OMS di Ginevra, dello IARC di Lione, dell’Istituto Superiore di Sanità, che dovranno affiancare le autorità locali nell’espletare l’indagine non più procrastinabile.

Le risorse economiche le possediamo, mettiamole a frutto per tutelare la salute dei cittadini che è un bene che occorre conservare quando lo si ha e non cercare di riacquistarlo quando lo si perde.

Antonio Molfese

Medico Giornalista

Antonio.molfese@tin.it

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