Archivi per la categoria ‘Ambiente’
Il Parco del Cilento entra nella Rete Mondiale dei Geoparchi?
In occasione del 2° Workshop dei Geoparchi in Italia, svoltosi a Montagne (TN), nella cornice del Parco Naturale dell’Adamello Brenta, il 18 e 19 Febbraio 2010, il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, presente con il Direttore, ing. Angelo De Vita, con i funzionari tecnici, geologi Aniello Aloia ed Andrea Toni e con il consulente scientifico, prof. Domenico Guida dell’Università degli Studi di Salerno, ha avuto modo di presentare ai partecipanti la propria candidatura per entrare a far parte della Rete Europea dei Geoparchi (EGN) e della Rete Mondiale dei Geoparchi dell’Unesco (GGN). L’esito della candidatura a geoparco, avviata nell’ottobre 2009 con la trasmissione del dossier alla commissione Europea competente per la valutazione finale, sarà reso noto in occasione della 9° Conferenza Mondiale dei Geoparchi che si terrà dal 1 al 5 Ottobre 2010 presso il Geoparco della Foresta Pietrificata di Lesvos in Grecia. Nelle prossime settimane si deciderà se si svolgerà la visita nel nostro territorio degli ispettori della Rete Europea e Mondiale dei Geoparchi che valuteranno l’istanza di candidatura.
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La Basilicata segua l’esempio del Kazakistan
“Il governo del Kazakistan non ha avuto alcuna difficoltà per decidere di sospendere la licenza dell’Eni ad eseguire lavori nel giacimento petrolifero del Paese per una presunta violazione delle norme ambientali. Cosa aspetta la Giunta Regionale a fare lo stesso per imporre all’Eni il mantenimento di tutti gli impegni contenuti nelle “carte” sottoscritte dalle parti interessate e riferiti ai problemi dell’impatto ambientale in Val d’AGRI?”. E’ l’interrogativo-provocazione del Csail (Comitato per lo Sviluppo delle Aree Interne Lucane).
Il presidente Filippo Massaro spiega che “le rassicurazioni venute nei giorni scorsi dall’Arpab sul monitoraggio dell’aria, dei fiumi e del territorio nel comprensorio petrolifero della Val d’Agri non sono sufficienti, tanto più che l’Osservatorio Ambientale previsto dall’Accordo di Programma ed istituito a Marsiconuovo sinora non ha fatto assolutamente nulla. Per noi innanzitutto va decisa una diversa localizzazione dell’Osservatorio rispetto alla sede di Marsiconuovo che è troppo decentrata rispetto all’area dei pozzi e dell’attività di ricerca ed estrazione degli idrocarburi. E’ pertanto il territorio tra Villa d’Agri e Viggiano quello più idoneo ad ospitare strutture, mezzi e ricercatori dell’Osservatorio dal quale ci aspettiamo garanzie scientifiche. La verità è che per molto meno il governo del Kazakistan sta dimostrando di saper difendere gli interessi delle proprie comunità che non sono solo interessi di tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini se, come riferiscono i giornali, dietro lo stop imposto ai giacimenti da sfruttare ci sono anche motivazioni economiche per rinegoziare con l’Eni le condizioni dello sfruttamento petrolifero. Non sarebbe certamente male che ciò avvenisse anche per il petrolio lucano”.
Filippo Massaro
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WWF Basilicata: assurda la creazione di una pista da Cross sulle pendici del Monte Santa Croce
E’ con grande sconcerto che il WWF lucano ha di recente appreso della volontà del Comune di San Fele di realizzare nell’ambito dei PIOT (Programmi Integrati di Offerta Turistica) della Regione Basilicata l”Autodromo Lucano” di fuoristrada, una mega pista di cross che dovrebbe sorgere in località “Piano Perazze” a circa 1100 metri di quota, una delle località della nostra regione tra le più straordinarie dal punto di vista paesaggistico e naturalistico. Il sito individuato si colloca infatti sulle pendici del Monte Santa Croce ricoperte da una imponente faggeta secolare confinante con il Passo delle Crocelle.
La realizzazione della pista, come facilmente e inconfutabilmente immaginabile, sconvolgerebbe radicalmente lo stato dei luoghi dell’intera area a causa degli effetti diretti e indiretti derivanti soprattutto dalle attività che vi si andrebbero a praticare. Basti solo pensare all’elevatissimo inquinamento acustico nel corso di prove e gare, alle emissioni di gas di scarico dei mezzi da gara ed alla concentrazione incontrollabile di automezzi di supporto in tutte le aree circostanti. Il progetto in questione, inoltre, andrebbe a danneggiare il settore dell’allevamento bovino ed ovino privandolo di una ampia area vocata al pascolo brado ed agli usi civici per la popolazione locale. Si rimane ancora più allibiti nel pensare che il progetto rientra nel PIOT del quale risulta capofila proprio il Comune di San Fele, denominato “BasilicataNaturaCultura” in quanto dovrebbe tendere ad una valorizzazione turistica sostenibile della cultura e della natura del territorio e non certo al sacrificio ed alla umiliazione di uno dei suoi siti più preziosi, così come peraltro riconosciuto dalla stessa Legge Regionale 28/94 che inserisce il Monte Santa Croce tra le aree naturali protette da istituire per il suo ricco patrimonio di biodiversità animale e vegetale. Non esiste, a nostro avviso, una seppur minima compatibilità tra il progetto che si vuole realizzare ed il patrimonio naturale e storico-architettonico che trova la sua espressione più bella e mistica nella vicina Badia di Santa Maria di Pierno.
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Po: l’emergenza è finita
Sciagura ambientale scongiurata per il Po – avverte il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso -. L’emergenza esplosa martedì sul Lambro dopo la fuoriuscita di petrolio da una raffineria è finita con l’esito rassicurante delle analisi che ha decretato che la pellicola oleosa che copre il Po non è pericolosa. Notizie rassicuranti, invece, da Triuggio dove per qualche ora è stato giallo su macchie di liquido non identificate sul Lambro. In serata l’assessore provinciale all’ambiente di Monza, Fabrizio Sala ha chiarito: «Si tratta di un episodio di portata limitata, forse riconducibile al lavaggio di un serbatoio».
Fonte: Il Giornale
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Il “Decalogo dell’Ambiente” elaborato dal WWF per le Elezioni regionali 2010
Tutelare la ricchezza naturale delle regioni. Come previsto dalla Convenzione internazionale per la biodiversità (CBD), entro il 2010, bisogna dotarsi di effettivi strumenti di tutela: il WWF chiede alle Regioni di predisporre Piani di azione regionali per la tutela della biodiversità, nonché tenere conto degli obiettivi di conservazione della natura nella pianificazione territoriale e nei programmi operativi economico-finanziari.
Perseguire l’Obiettivo: consumo del suolo “zero”. Il Codice dei beni culturali e del paesaggio (Dlgs 42/2004), stabilisce che le Regioni debbano redigere nuovi Piani paesistici: il WWF chiede alle Regioni di sfruttare al meglio questa occasione facendo in modo che tra gli obiettivi effettivi e misurabili di questi Piani ci sia l’azzeramento progressivo del consumo del suolo (favorito da interventi estemporanei, da abbandonare, come il cosiddetto Piano Casa) e l’adeguata tutela degli ecosistemi.
Pianificare per prevenire il dissesto idrogeologico. Come previsto dalla Direttiva comunitaria “Acque” le Regioni devono adottare piani di tutela delle acque in linea con l’Europa: Il WWF chiede alle Regioni che adattino al più presto i propri piani introducendo le misure supplementari individuate nei Piani di gestione di distretto idrografico, con l’obiettivo di raggiungere entro il 2015 un’adeguata difesa del suolo e il “buono stato ecologico di laghi e fiumi".
Far respirare i territori assediati dal traffico. I cambiamenti climatici e i livelli di inquinamento provocati dal traffico urbano obbligano a rivedere i Piani regionali dei trasporti (settore che contribuisce con una quota del 28% alle emissioni nazionali di Co2 a): il WWF chiede che i Piani regionali dei trasporti dettino obiettivi espliciti di riduzione delle emissioni di Co2, di rientro nei limiti per l’inquinamento dell’aria (in particolare per quanto riguarda NO2 e di PM10) e di riduzione del rumore e puntino sul potenziamento delle infrastrutture esistenti, bloccando la costruzione di nuove autostrade e prevedendo che vadano a valutazione ambientale solo i progetti di nuove infrastrutture con un calcolo costi-benefici positivo dal punto di vista economico, sociale e ambientale.
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Il commissario incontra l’on. Tajani
A margine del convegno su “Ruolo e Prospettive delle Università Meridionali nell’Europa della Strategia e del Trattato di Lisbona”, tenutosi lunedì scorso presso l’Università di Basilicata, il Vicepresidente della Commissione Europea con delega al Turismo, Industria e Piccole e Medie Imprese, on. Antonio Tajani, accompagnato dall’on. Vincenzo Taddei, ha incontrato il commissario del Parco dell’Appennino Lucano Domenico Totaro. Al centro del colloquio il commissario ha posto innanzitutto la necessità di attenzione, da parte delle istituzioni europee, ad un Parco giovane come quello dell’Appennino Lucano, che ha necessità di affrontare notevoli problematiche legate al territorio e aprire nuovi spiragli nella sua fase di partenza.
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Ambiente: no alla centrale in pieno parco
La Federazione Sui-generiS, Movimento Politico Contro l’Indifferenza, con il presente comunicato esprime la propria solidarietà nei confronti delle popolazioni calabresi e lucane della Valle del Mercure.
Popolazioni che, alla fine della scorsa estate, sono scese in massa in strada a manifestare insieme a Sindaci, Associazioni e Sindacati affinché si scongiurasse il rischio di veder ripartire, dopo 13 anni, una Centrale che funzionava a lignite e che ora è stata convertita a biomasse. Una centrale situata nel bel mezzo del Parco Nazionale del Pollino, a poche centinaia di metri da diversi centri abitati e dal Fiume Lao, meta, ogni anno, di circa ventimila turisti attratti dalle bellezze naturalistiche, dal Rafting e dalla possibilità di intravedere la famigerata Lontra. Da non sottovalutare i disagi in termine di traffico che i centodieci mezzi pesanti (calcolati dall’Enel) impiegherebbero per portare i tronchi di albero presso la suddetta Centrale.
Le mobilitazioni e lotte di queste popolazioni durano da oltre sette anni ed hanno ottenuto finora un successo importante: l’ impedimento dell’apertura della centrale. Impedimento ottenuto anche per via di alcune irregolarità e inadempienze da parte dell’ ENEL, sulla quale è intervenuta più volte la magistratura.
Quando tutto sembrava oramai scongiurato, grazie alla tenacia della popolazione e di diverse associazioni ed istituzioni, è paventata nelle ultime ore la possibilità di una riapertura.
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