Archivi per la categoria ‘Ambiente’
Cosa succederà al litorale jonico?
Giovedì 2 settembre, alle ore 16, nella sala convegni della Camera di Commercio di Matera, si terrà un incontro pubblico organizzato dal Dipartimento regionale alle Infrastrutture per presentare lo studio sull’erosione costiera del Metapontino realizzato dal Dipartimento di Ingegneria e Fisica dell’Ambiente (Difa) dell’Università di Basilicata.
Il fenomeno della erosione che negli ultimi decenni interessa la costa jonica lucana e, in particolare, il litorale di Metaponto, costituisce un problema complesso in un’area caratterizzata da elevatissima dinamicità. La Regione Basilicata, attraverso i Dipartimenti regionali cui è attestata la competenza della materia, e il Difa, hanno da tempo avviato azioni ed iniziative volte ad ottenere un quadro conoscitivo dell’area attraverso studi e ricerche finalizzate alla caratterizzazione dei processi costieri e litoranei per la definizione della caratteristiche sedimentologiche, geologiche e morfologiche della costa lucana.
In tale contesto di convergenza di interessi si è concretizzato l’accordo di collaborazione tra la Regione Basilicata e il Difa per l’attività di studio propedeutica al progetto di interventi di mitigazione del fenomeno erosivo nell’arco costiero metapontino.
Il Difa ha appena consegnato lo studio e le risultanze delle analisi per la determinazione delle caratteristiche meteo marine del litorale metapontino.
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WWF: la caccia comporta un gravissimo danno alla fauna selvatica
Anche in Basilicata la stagione di caccia inizia con la preapertura ed è il peggiore degli inizi possibili.
Ancora una volta a prevalere sono le pressioni del mondo venatorio piuttosto che le esigenze della fauna selvatica, le indicazioni del mondo scientifico e le norme europee ed italiane per la tutela della biodiversità. .
Si comincia infatti a cacciare fin dal primo settembre, invece che della data canonica della terza domenica di settembre.
Anche se il prelievo sarà in questi giorni consentito su alcune specie, il danno sarà gravissimo per queste specie e per tutte le altre presenti sul territorio, soggette a disturbo ed a possibili danni diretti in un periodo particolarmente delicato della loro biologia come la tarda estate.
Ma perchè la caccia ai primi di settembre è così dannosa?
Perchè (e lo dice il mondo scientifico e non solo le associazioni di tutela ambientale) la caccia in questo periodo:
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va ad incidere su un periodo in cui tutta la fauna selvatica è in genere messa in difficoltà da condizioni ambientali non facili di fine estate e nel quale non tutti i giovani dell’anno sono ancora completamente indipendenti
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non essendo ancora giunti i contingenti migratori dal nord, si concentra sui soggetti che nidificano sul nostro territorio e che sono quindi di particolare importanza per la nostra fauna
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per quanto riguarda le anatre, ricade in un periodo in cui parte delle femmine non hanno ancora completato la muta e possono avere difficoltà di volo
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comporta un impatto indiretto (disturbo) e anche diretto (possibili atti di bracconaggio) sulle tante specie protette che in questo periodo stanno iniziando il lungo volo migratorio e ancora si trovano sul nostro territorio
Di fronte a questo e di fronte alla generale non applicazione delle norme europee di tutela nei calendari venatori delle diverse Regioni e Province, il WWF (insieme ad altre Associazioni ) ricorrerà ai Tribunali Amministrativi in diverse regioni italiane e sta valutando anche l’opportunità di ricorrere al TAR Basilicata per chiedere la giusta tutela della nostra fauna.
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CSAIL, perchè non istituire un coordinamento dei comitati civici?
“La battaglia ingaggiata da tempo dai Radicali Lucani, con l’impegno senza pausa e senza risparmio di energie di Maurizio Bolognetti, sull’emergenza ambiente in Basilicata, di cui la situazione dell’attività petrolifera in Val d’Agri è uno degli aspetti più gravi e vergognosi, merita il pieno e convinto sostegno dei Comitati di cittadini che, come il Csail, non si rassegnano a quella che efficacemente i Radicali chiamano la “malapolitica lucana”. E’ il commento di Filippo Massaro, presidente del Csail, riferendo la condivisione alla strategia individuata e definita “rivolta sociale, politica e morale”.
“E’ evidente – aggiunge Massaro– che dopo le continue denunce di una situazione di profonda illegalità in tema di inquinamento, gravi problemi di salute per i cittadini, danni al territorio e alle attività produttive, non possiamo più avere fiducia nel turbolente ed arrogante sistema politico ed istituzionale della nostra regione e dobbiamo assumere direttamente come organismi rappresentativi di cittadini un’iniziativa di protesta e proposta. Per questo, l’importante manifestazione dei Radicali e del Csail – dice Massaro – è l’occasione per rilanciare l’idea che sosteniamo da anni della costituzione di un Coordinamento permanente dei Comitati, Associazioni, Movimenti, tutti espressione diretta della società civile, che diano più peso alle tante azioni che quasi con cadenza quotidiana si svolgono sul territorio lucano e spesso solo isolate tra loro, con carattere esclusivamente locale.
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Quei fondi incassati dai politici…
Sono seimila. Seimila nominativi solo per la domanda unica. A questi, poi, si aggiungono gli altri 4229 nomi legati all’agroambiente,i restanti 1191 dell’indennità compensativa e i circa 500 della forestazione. Sono le persone che hanno fatto domanda all’Arbea per ottenere i fondi europei per l’agricoltura.
Nomi vari di lucani che sono imprenditori agricoli e che per le loro proprietà nella gran parte dei casi ottengono i contributi dell’Europa. Tra quei nomi, che negli ultimi cinque anni, hanno beneficiato dei pagamenti, però, ci sono anche quelli di sei uomini politici. Uomini che hanno avuto o hanno un posto nelle Istituzioni regionali e nazionali ed i cui nomi risultano dalla ricerca pagamenti di Arbea.
Tra questi il senatore del Popolo delle Libertà, Egidio Digilio, l’ex presidente del Consiglio Regionale Prospero De Franchi, l’attuale consigliere regionale Franco Mattia, l’ex assessore regionale alle Attività Produttive, Gennaro Straziuso, e l’ex presidente della Provincia di Matera, Carmine Nigro. Nell’elenco, poi, figura anche l’attuale assessore regionale all’Ambiente, Agatino Mancusi che, però, interpellato telefonicamente sostiene di «non aver fatto mai domanda». In particolare, cinque sono state le «domande uniche» che sono state presentate dal senatore.
Risalgono agli anni 2005, 2006 e 2007 ed hanno un importo complessivo (tra i vari anni) di 34mila 982,63 euro. Quindici, invece, le domande dell’ex presidente del Consiglio regionale, Prospero De Franchi. Vari i settori di intervento (dalla domanda unica al Psr 2007-2013) per anni che vanno dal 2005 al 2010 e con un importo complessivo di 72mila 307,28 euro.
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Nella Basilicata della corsa al petrolio dove sfuma il sogno del Texas
“ Il petrolio ci sta avvelenando ” accusa Filippo Massaro, presidente del Csail , il comitato per lo sviluppo delle aree interne lucane che unisce 60 comuni e migliaia di cittadini dell’entroterra. “Ammine aromatiche, anidride solforosa, scarti della lavorazione del greggio, che qui viene separato dallo zolfo e dal metano e immesso nell’oleodotto, verso la raffineria di Taranto e le navi per la Turchia . Anche l’acqua la portano in Puglia. Qui non resta niente . Un centinaio appena di posti di lavoro.
L’amara considerazione degli sceicchi lucani e la rapina dell’oro nero. L’Eni sta realizzando la Fondazione Mattei a Viggiano e il centro di controllo a Marsiconuovo, lontano dal centro oli; non sarebbe meglio il contrario ? Nel frattempo si muore di cancro, almeno un caso per famiglia. La valle in teoria è diventata un parco naturale, dai confini mobili, che si spostano in caso di scoperta di un pozzo. Peraltro la localizzazione indiscriminata dei pozzi sul territorio è l’elemento più devastante e vergognoso di tutta l’operazione petrolio : un Centro di Monitoraggio e Prevenzione avrebbe dovuto essere operativo a monte, in modo da poter fornire indicazioni valide serie ed attendibili sulla opportunità o meno di praticare attività petrolifere indipendentemente dalle convenienze economiche delle compagnie petrolifere. L’arroganza dell’Eni calpesta i diritti dei cittadini e la salubrità dell’Ambiente rischia di essere compromessa da un’attività petrolifera incontrollata ! Le nuove trivellazioni chieste da Eni-Agip sono inconcepibili, i cui siti distanti qualche centinaio di metri dall’Ospedale. Si parla di trivellare altri due pozzi uno dentro il Cimitero e l’altro al centro della piazza di Villa d’Agri.
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Quali rischi per il Pertusillo?
Presso la Regione Basilicata si e’ tenuto un vertice sulla situazione della diga del Pertusillo, uno degli invasi lucani che porta acqua alla Puglia. Nelle scorse settimane c’e’ stato un allarme per la massiccia presenza di un’alga nell’acqua che aveva causato - come denunciato dal Wwf – una moria di pesci. Nella riunione e’ stato ribadito che non c’e’ ”nessun allarme per le acque dell’invaso del Pertusillo” anche se si continuerà a monitorarlo per almeno un anno.
L’assessore all’ambiente Agatino Mancusi ha presentato ai sindaci dei Comuni circostanti il Pertusillo i dati del monitoraggio effettuato dal gruppo di lavoro coordinato dal Dipartimento Ambiente e composto anche da tecnici dei dipartimenti Salute e Infrastrutture e da Arpab, Agrobios e Istituto Zooprofilattico di Foggia.
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Un colpo di sole o la solita rapina?
Non sappiamo se sia stato un "colpo di sole" a rendere "poco lucida" una mente, che sino a pochi mesi fa era considerata tra le più lucide e brillanti del giornalismo lucano, ma poichè si tirano in ballo questioni serie e soldi veri (le royalties del petrolio) non possiamo ignorare le cosiddette proposte venute dal portavoce del Presidente De Filippo e quindi condivise dallo stesso.
A sostenerlo è il presidente del Csail Filippo Massaro sottolineando che il popolo del petrolio non potrà mai consentire l’utilizzo delle royalties in maniera assistenziale e tanto meno tollererà che su di esse si alimenti una campagna demagogico-populista. Già in occasione dello strombazzato annuncio del "bonus benzina" – ricorda Massaro – non dobbiamo gli "sconti" a nessuno, sia del centrodestra che del centrosinistra, a cominciare da De Filippo, ribadendo la nostra totale insoddisfazione per il provvedimento ampiamente inadeguato. Ora ci troviamo di fronte ad un’idea estiva che dovrebbe avere appunto qualche attenuante solo per effetto della temperatura di fine luglio ed inizio agosto ma che, ad essere benevoli, possiamo giudicare "strambalata".
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