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Giovedì mattina, conferenza stampa del commissario Totaro sulle attività 2011

Il commissario straordinario del Parco dell’Appennino Lucano Domenico Totaro, terrà giovedì prossimo 26 gennaio, alle ore 11.00 presso la sede del Parco a Marsico Nuovo, una conferenza stampa per illustrare le attività svolte dall’Ente durante l’anno 2011.

Il commissario presenterà ai giornalisti un resoconto sulle azioni più significative, sia nell’ambito della promozione che della gestione del Parco, messe in campo durante l’anno appena trascorso, segnato in modo particolare dalla decisione dell’Onu di proclamarlo quale Anno Internazionale delle Foreste.

Le associazioni lucane dicono NO alle estrazioni

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La decisione del Governo Monti di intervenire nel settore energetico, con gravi ripercussioni sulle attività di ricerca e di coltivazione di idrocarburi in Valle dell’Agri, suscita profondo sgomento.

In un momento di grave crisi finanziaria ed economica era auspicabile che il provvedimento, piuttosto che rendere possibili aumenti non precisati di estrazione, disponesse l’innalzamento delle Royalties a favore di Stato e Regioni, allineando i valori italiani del 10% con quelli internazionali del 30%, 40% e finanche 70%.

La Locomotiva, dunque, consapevole del rischio che la decisione del Governo avrà sul fragile ecosistema valligiano, esprime il proprio disappunto, auspicando un’azione immediata, da parte delle forze politiche, delle associazioni di categoria, degli enti locali, a favore del pieno sostegno della moratoria già richiesta in passato.

In una Valle ricca di risorse culturali ed ambientali, storiche ed artistiche, ogni ulteriore autorizzazione all’innalzamento delle estrazioni, con conseguente ampliamento del centro olio ed aumento di emissioni, significherebbe la mortificazione di ogni residua possibilità di convivenza del petrolio con gli altri settori produttivi, con danni insostenibili per il comparto zootecnico, ortofrutticolo, turistico e manifatturiero (vedi vicenda Elbe), già in ginocchio.

Liberalizzazioni: oro che luccica?

benzina“Noi, a differenza di altri, non chiediamo scusa proprio a nessuno perché l’aggressione al nostro territorio e alle coste è solo rinviata e non abbiamo certezze per il futuro. Anzi, aspettiamoci altre manovre dalle multinazionali del petrolio”. E’ il commento del presidente del Csail-Comitato Promotore Indignati Lucani Filippo Massaro alle modifiche introdotte alla bozza iniziale del decreto Liberalizzazioni di Monti.

“La norma che ci ha allarmato perché consentiva di realizzare il sogno delle compagnie di trasformare la Basilicata in “gruviera” è andata a farsi friggere e, almeno per ora, la norma che  abbassava il limite delle trivellazioni in mare da 12 a 5 miglia dalle aree protette è stata rimandata. Le altre novità, invece, riguardano la cancellazione della parola offshore dal titolo del relativo articolo, ed è stato completamente cancellato l’art.22 quello inerente alla liberalizzazione della ricerca di idrocarburi. La cosa incredibile – aggiunge Massaro - è che questa scelta del governo tecnico venga giustificata con la richiesta di agenzie di rating che lo stesso governo e le forze politiche in coro definiscono “inaffidabili e rappresentanti della finanza di rapina che ha distrutto intere economie”. Ma attenzione: si passa ad un regime concessorio unico «Che prevede una fase di ricerca al termine della quale, in caso di esito negativo, il titolo cessa, mentre in caso di ritrovamento minerario prosegue l’attività attraverso le fasi di sviluppo, produzione, ripristino finale». Questo significa che il Governo – continua il presidente Csail - stende un tappeto rosso sotto i piedi delle grandi compagnie petrolifere: basterà ottenere una Valutazione d’impatto ambientale positiva. Così si darebbe il via libera alle attività di una miriadi di multinazionali, spesso piccole e poco "sicure", spesso improvvisate e allo sbaraglio senza il bagaglio tecnico e le risorse per affrontare disastri.

Il WWF con i Comuni contro le nuove ricerche petrolifere

petrolioIl WWF ha presentato le osservazioni all’istanza dell’ ENI riguardo il permesso di ricerca Li Foi che ricade su un’area di 140,88 Kmq nei comuni di Baragiano, Potenza, Picerno, Ruoti, Pignola, Tito, Savoia di Lucania, chiedendo all’Ufficio compatibilità ambientale della Regione Basilicata di respingere l’istanza o quanto meno di disporre che il progetto sia sottoposto alla procedura di VIA.

L’area infatti è sottoposta a numerosi vincoli ambientali e paesaggistici, in quanto è caratterizzata da una parte da notevoli emergenze naturalistiche ed ambientali e dall’altro da notevole fragilità geologica con un rischio frane da medio a elevato. L’area oggetto del permesso contiene al suo interno l’area SIC Monti Foi e dista solo 150 mt. dalla Riserva regionale ed Oasi WWF del lago di Pignola. Da ciò una prima considerazione: può essere anteposto l’interesse della compagnia petrolifera in questione alla sommatoria degli interessi collettivi protetti dalla vigente legislazione che ha causato l’apposizione non di uno ma di tutta la serie di vincoli sopra indicati? A parere di questa associazione la risposta non può che essere negativa. Il rilascio di parere positivo all’istanza di ricerca presentata dall’ENI, può aprire la strada ad un’attività di estrazione di idrocarburi sicuramente in contrasto con quei valori che le suddette normative hanno inteso tutelare.

L’attività di ricerca di idrocarburi configge poi con la volontà delle amministrazioni locali (comuni di Baragiano, di Potenza, di Picerno, di Ruoti, di Pignola, di Tito, di Savoia di Lucania) che hanno più volte espresso pubblicamente la loro contrarietà alle suddette attività per i loro effetti negativi sull’ ambiente e sulla salute dei cittadini e perché palesemente in contrasto con le politiche di valorizzazione integrata dei beni paesaggistici/ambientali che gli enti locali dell’area hanno nel corso degli anni individuato e perseguito.

Una opportunità di lavoro per i giovani e di sviluppo e per i territori ricchi di natura

progetto_green_jobsLa green economy come opportunità di lavoro per i giovani e di sviluppo e per i territori ricchi di natura. Il progetto “Green Jobs”, promosso dal Ministero per l’Università e la Ricerca in collaborazione con il Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Ingegneria delle Risorse, si propone di diffondere questo principio e di aiutare gli studenti ad orientarsi verso questa opportunità nelle loro future scelte universitarie e lavorative.

In adesione a questo progetto il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano ha promosso un incontro fra i Dirigenti Scolastici di alcuni istituti superiori operanti sul territorio, tenutosi la scorsa settimana presso la sede del Parco a Marsico Nuovo. Insieme al commissario del Parco Domenico Totaro erano presenti i Dirigenti dell’Istituto Agrario Villa d’Agri, dell’ITCG Petruccelli della Gattina di Moliterno, dell’ITS “D’Alessandro” di Lagonegro, IPS Moliterno, dell’ISIS “F. De Sarlo” di Lagonegro e dell’ISIS “Ruggero” di Lauria. In apertura Totaro ha illustrato i termini del progetto ministeriale e la volontà del Parco “di rafforzare il rapporto di collaborazione con le scuole che operano nei comuni ricadenti nell’area protetta per cominciare insieme –ha affermato – a formare giovani e giovanissimi sulle problematiche ambientali e sulle opportunità di lavoro che offre la green economy”.

Dall’economia dei mercanti all’ecologia della Madre Terra

Lo scorso fine settimana, presso i locali della parrocchia di S. Anna a Potenza si è tenuto un laboratorio dal titolo “Verso un’economia senza mercati e mercanti”, con la partecipazione di Alberto Castagnola, economista tra i fondatori della Rete Lilliput e della Città dell’Altra Economia di Roma. L’iniziativa, all’interno del progetto “Trasparente come l’acqua” è stata promossa e organizzata da numerosi movimenti e associazioni e ha evidenziato un’ampia e interessata partecipazione durante le giornate di lavoro, i dibattiti e i momenti teatrali e cinematografici previsti.

Il filo conduttore dell’iniziativa, finalizzata alla costruzione di un DES (Distretto di Economia Solidale), è stato quello di rappresentare e comunicare un altro modo possibile di intendere l’economia e le relazioni tra produzioni, bisogni e consumi, antagonista al Pensiero Unico dominante imposto dai mercati e dalla finanza, basato su una crescita infinita, non qualificata delle produzioni e dei consumi, e misurata su un unico indicatore quantitativo, il PIL, del tutto inadatto a misurare il benessere e la salute degli organismi viventi (uomini, animali, piante, acqua, terra, foreste, etc.).

La crisi economica e di civiltà che sta attraversando il nostro tempo è stata determinata proprio da questo sistema della finanza virtuale e della liberalizzazione dei mercati, ed è davvero poco rassicurante sapere che i rappresentanti di quel sistema che ci ha condotti sull’orlo del baratro, siano gli stessi che ora si sentono titolati e accreditati a salvarci da questa crisi, e con la stessa allettante ricetta che ci sta conducendo alla distruzione: una ricetta composta di depredazione e di inquinamento degli ecosistemi, delle terre, delle acque, delle foreste e della biodiversità; una ricetta fatta di privazione della democrazia e dei diritti, di liberalizzazioni e di privatizzazioni, che avrebbero dovuto condurci a un miglioramento dei servizi e della qualità della vita, e che, invece, hanno creato monopoli, accaparramento dei beni e dei patrimoni pubblici e demaniali, concentrazioni di potere e di ricchezze, diffusi e ingestibili conflitti di interessi; una ricetta infine che pretende di risolvere tutto mediante una scienza che riduce la complessità del vivente a qualcosa da sezionare e manipolare, come i pezzi di un congegno meccanico.

Petrolio? Meglio i sani prodotti della nostra tavola!

"Ci voleva la puntata oggi da Spinoso del programma “Linea Verde orizzonti” per riscoprire che i prodotti tipici alimentari della Val d’Agri come l’ambiente rurale, il patrimonio culturale e paesaggistico sono una risorsa di gran lunga superiore al petrolio". E’ quanto sostiene Filippo Massaro, presidente del Csail-Comitato Promotore Indignati Lucani.

"La vetrina offerta dalla Rai, come l’attenzione riservata da Sky con la Trasmissione “Piccola Grande Italia”, l’appuntamento televisivo “settimanale sulla piattaforma Sky” con le tradizioni, l’arte, la cultura e l’artigianato dei Piccoli Grandi Comuni ricchi di storia, fascino e natura per gli splendidi paesaggi interni - continua Massaro - hanno riacceso un’attenzione mediatica che dovrebbe attrarre visitatori e consumatori. Vorrei cogliere questa occasione per evidenziare come i pozzi di petrolio e l’attività del Centro Oli di Viggiano sono un pericoloso fallimento per la nostra agricoltura di qualità. Ci sono aziende che si ostinano a produzioni biologiche, anche se distano poche centinaia di metri di distanza in linea d’aria dal Centro Oli, che ha danneggiato prodizioni pregiate in quella che una volta si chiamava contrada “Le Vigne di Viggiano”. E il Centro Eni continua a rappresentare un serio ostacolo ad ogni sforzo di commercializzazione. Anzi – aggiunge Massaro - dobbiamo dire: meno male che gran parte dei consumatori non sa da dove provengono i prodotti della Val d’Agri altrimenti avrebbero serie prevenzioni negli acquisti.