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Parte da Spinoso la rassegna “il cinema dentro la vita”

SPINOSO – “E’ un bellissimo film, molto vero, molto intenso, coinvolgente”. Sono le parole della Presidente della Repubblica ) Giorgio Napolitano (che da giovane ha scritto di cinema) subito dopo aver visto l’opera prima di Aureliano Amadei “Venti sigarette” (2010) che apre oggi al Piccolo Teatro Don Egidio Guerriero le visioni della prima edizione de “Il cinema dentro la vita”.

Tratto dal romanzo di Amadei “Venti sigarette a Nassiriya” (edizioni Einaudi), è la storia autobiografica di un ventottenne, precario nel lavoro (e nei sentimenti) che sogna il cinema e nel frattempo si diletta a fare il filmaker nei centri sociali. Riceve all’improvviso da un regista, Stefano Rolla, l’offerta di partire per l’Iraq per lavorare da aiuto-regista in un film sui militari italiani di stanza in Iraq. Aureliano accetta la proposta e il giorno successivo al suo arrivo a Nassiriya ( il tempo di fumare venti sigarette) viene coinvolto nell’attentato alla caserma dei carabinieri. Sarà l’unico civile a sopravvivere alla strage di quel 12 novembre del 2003…. E da quella tragedia la sua vita cambierà. “Venti sigarette” è probabilmente il più bel film contro la guerra che è passato sugli schermi negli ultimi anni, “un inferno in soggettiva in cui la pelle dello spettatore stesso si riempie di ferite e non c’è modo di uscire da quell’incubo”.

Moliterno-Agri(In)Corto, una storia vera

Una storia vera che sullo schermo Gillo Pontecorvo (1919-2006) trasforma nel 1956 in un manifesto della lotta determinata e coraggiosa di un gruppo di operaie contro la decisione dell’azienda di licenziarle tutte.

E’ “Giovanna” un lavoro di poco più di mezz’ora che viene presentato oggi nella Sala Giovanni Paolo II (ore 19.00) nell’ambito della quarta giornata del “Moliterno-Agri(In)Corto”, zoommata sul cinema e formato medio e breve giunta alla quinta edizione. “Giovanna” è un’opera nella quale Pontecorvo racconta la vicenda di una donna (e delle sue colleghe di fabbrica) che intreccia i doveri pubblici a quelli privati. E tra fabbrica, casa e famiglia conduce inoltre una battaglia coraggiosa per i diritti di tutte le donne, nella quale i valori dell’unità prevalgono su tutto. Le altre tre opere in programma questa sera, selezionate dal curatore Mimmo Mastrangelo, accendono ancora un riflettore su opere che portano la firma di registi lucani.

Prosegue il “Moliterno-Agri-(in)corto”

SPINOSO – Saranno i registi lucani Prospero Bentivenga, Rocco Papaleo e Antonello Faretta i protagonisti della terza giornata dell’edizione numero cinque di “Moliterno-Agri-(In)Corto”, vetrina sul cinema a formato medio e breve, promossa dalla Regione Basilicata e curata da Mimmo Mastrangelo.

Tre belle opere che marchiano altrettante tipologie del cinema Made in Lucania, ad iniziare dal giovane potentino Antonello Faretta che con “Il giardino della speranza” fa arrivare dallo schermo un gesto di cuore verso tutte quelle persone che soffrono e vivono in un limbo sospesi tra una vita e un’altra. Infatti, con quest’ultima opera (che è stata ospitata in diverse e prestigiose rassegne del mondo ) Faretta ci fa conoscere una storia vera di un musicista potentino affetto da sclerosi multipla che passa le giornate tra terapie, ricordi, immaginazione e lotta per rimanere in piedi. Una lotta condotta con dignità, coraggio, fede, amore per la vita.

Al via il Moliterno-Agri-(In)Corto

imageSi svolgerà dal 7 al 14 ottobre la quinta edizione di MOLITERNO-AGRI-(IN)CORTO, zoommata sulla cinematografia a formato corto e medio. Quest’anno una particolare attenzione viene rivolta al cinema lucano: tra le opere che verranno proiettate tra Moliterno e Spinoso da segnalare “Carlo Levi il miele di Lucania” di Domenico Notarangelo, “Cucina Bollente” di Prospero Bentivenga, “Stand By…di Giuseppe Marco Albano, “Post-scriptum” di Rocco Papaleo, “Il giardino della speranza” di Antonello Faretta. Cura la rassegna il cinecronista Mimmo Mastrangelo. Promuove la rassegna la Regione Basilicata. Sotto la presentazione in brochure del presidente della Regione Basilicata Vito De Filippo.

Ormai da tempo nel nostro Paese le vetrine cinematografiche (rassegne, festival…) sono diventate tanto degli schermi in cui si esplora il cinema in tutti i suoi stadi quanto degli appuntamenti che puntano ad avvicinare le più differenti grammatiche delle immagini in movimento. La spirito di questa prima edizione di “MOLITERNO-CORTO-VAL D’AGRI” è esattamente quello di intrecciare e sovrapporre visioni ed immaginari, storie ed estetiche. Ma volendo far scorrere la nostra proposta verso un approdo più specifico allora bisogna considerarla in un “rendez vous” del formato corto (cortometraggio) e medio (mediometraggio).

IX Edizione CinemadaMare: il festival dei record

  • E’ il più grande raduno internazionale di giovani artisti provenienti da tutto il mondo: 137 filmmakers da 47 Paesi diversi;
  • Il festival più lungo del mondo: 70 giorni con un viaggio di 3800 Km;
  • L’unica manifestazione nata in Basilicata ed “esportata” in tutte le altre regioni del Sud e che quest’anno sbarca a Venezia per la Mostra d’Arte Cinematografica dopo aver toccato: Puglia, Campania, Calabria, Sicilia, Sardegna e Lazio.
  • Il più grande set a cielo aperto: i film si girano durante il festival (decine di truppe a lavoro in ogni città);
  • 240 film in concorso provenienti da 50 nazioni;
  • 150 ore di workshop e lezioni di cinema;
  • Ospitalità gratuita per 100 giovani cineasti, con rimborso anche sulle spese di viaggio aereo da qualunque parte della terra;
  • 45 grandi ospiti della cinematografia nazionale e mondiale.

granik-sindaci Si è svolta ieri mattina, nella biblioteca comunale di Nova Siri, la conferenza stampa di presentazione della IX edizione di CinemadaMare, a cui hanno partecipato: Franco Rina, direttore del festival, Debra Granik, regista statunitense, i sindaci di Nova Siri, Pino Santarcangelo, Colobraro, Andrea Bernardo, Rotondella, Vincenzo Francomano, Tursi, Giuseppe Labriola, e Valsinni, Gennaro Olivieri, con Nicola Castronuovo, Project Manger del Piot/M (Metapontino Basso Sinni).

Passannante e il Re buono

imageDopo 111 anni di quiete e di silenzio,improvvisamente,dal Pantheon proviene uno strano ed inspiegabile rumore. Dapprima si era pensato a qualche ladro maldestro,poi ad una clandestina comitiva di ratti,nulla di tutto ciò. Il crocchiare di ossa proveniva del sarcofago di Umberto I, passato alla storia come il Re buono. Un mormorio confuso,adirato,fu interpretato da un Sig. Casirati (presidente dell’istituto della reale casa di Savoia).Il buon Umberto I non riposava in pace, protestava, chiamava a raccolta istituzioni e quarti di nobiltà, e si sentiva chiaramente il buon re che inveiva contro un certo Passannante e il suo apologeta tale Ulderico Pesce.

Detto fatto,ad affermare l’attivismo piemontese,il Casirati stila ed invia ad agenzie e media una lettera,nobile nei contenuti velenosa nell’obiettivo da raggiungere.

Boicottate il film “PASSANNANTE”, è un incitamento alla violenza,un insulto alla giustizia. Passannante era un attentatore alla vita di un Capo di Stato. Insomma, come elogiare oggi le Brigate Rosse.

Tanto USA nel cartellone 2011 del Ravello Festival

Tanto USA nel cartellone 2011 del Ravello Festival: sarà Philip Glass ad inaugurare il Ravello Festival 2011 e a segnare l’ingresso ufficiale del Festival nell’Auditorium “Niemeyer” (8 luglio alle 21.45). A metà luglio, poi, sarà la volta di Wynton Marsalis con la Jazz at Lincoln Center Orchestra (JLCO), il 19 agosto infine, a calcare il palco del Belvedere di Villa Rufolo approderanno le star del New York City Ballet per un atteso ed esclusivo gala di danza, “An American Gala”, appunto.

Per Philip Glass, uno dei padri nobili della musica a cavallo tra ventesimo e ventunesimo secolo, si tratta di un ritorno al Festival che lo accolse già nel 2004. Questa volta, però, la performance di Glass trova altri punti di originalità in un paio di collaborazioni prestigiose, definite espressamente per Ravello. Spicca, in particolare, quella con Francesco Clemente e Tim Fain, giovane violinista salito prepotentemente alla ribalta attraverso il film “The black Swan”, in cui accompagna Natalie Portman in varie scene di danza. Philip Glass gli ha affidato, di recente, la sua nuova Partita per violino solo, un pezzo straordinario che Fain proporrà a Ravello in prima italiana.
Per Wynton Marsalis, invece, così come per la JLCO, si tratta di un debutto assoluto a Ravello (21 luglio, Belvedere di Villa Rufolo, ore 21.45) e in Campania. Wynton Marsalis è considerato oggi, a 50 anni, il migliore trombettista jazz del mondo e, più in generale, uno dei massimi jazzisti del nostro tempo.