Category Archives: Criminalità

Il carcere per chi deturpa i monumenti!

imageLa Soprintendenza BAP di Salerno e Avellino, diretta da Gennaro Miccio, comunica che il Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta del Ministro per i Beni e le Attività Culturali Giancarlo Galan, un disegno di legge delega per il contrasto dei reati nei confronti del patrimonio culturale. Il provvedimento è stato presentato dal Ministro Galan e dal Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi al termine della riunione di governo.

Il disegno di legge introduce il delitto di “danneggiamento, deturpamento o imbrattamento di beni culturali o paesaggistici”. Il nuovo reato sarà assistito da un trattamento sanzionatorio severo – fino a sei anni di reclusione – e punito anche se commesso per colpa.

Viene, inoltre, prevista la nuova figura di reato di “furto d’arte” ed incrementato il trattamento sanzionatorio dei delitti che si collocano a valle rispetto al trafugamento del bene culturale, che consentono di lucrarne il profitto e che danno luogo spesso a una fitta trama delinquenziale, fino a creare vere e proprie associazioni per delinquere e organizzazioni criminali – ricettazione, riciclaggio, ecc.

Prete lucano: “ho paura di morire”

image Un prete antimafia, da sempre in lotta contro la criminalità organizzata, portatore di luce e speranze in una terra troppo spesso lasciata sola dalle istituzioni.

Il suo nome è Don Marcello Cozzi, presidente di Libera, associazione contro le mafie, che da sempre denuncia criminali e connivenze mafiose. Una battaglia dura, difficile, che talvolta porta a rischio l’incolumità della stessa vita.

E così ora Don Marcello “teme per la sua vita” in seguito alle dichiarazioni di un ex affiliato al clan Cassotta, Alessandro D’Amato, in merito all’omicidio dei coniugi Gianfredi, avvenuto a Potenza nel 1997. L’affiliato è stato arrestato il 3 luglio del 2009 e tutt’ora è a giudizio davanti alla Corte D’Assise del capoluogo con l’accusa di aver traghettato Marco Ugo Cassotta, capo dell’omonimo clan, sino a Contrada della Leonessa, a Melfi, dove il capobastone è stato rinvenuto carbonizzato il 17 luglio del 2007.

Il sacerdote è apparso preoccupato per quanto sta accadendo nella provincia di Potenza che ha paragonato a quella trapanese degli anni 90: “La Sicilia in cui perse la vita il giudice Rosario Livatino, di cui ricorre l’anniversario tra pochi giorni” ha sottolineato il prete antimafia.

Caso Claps: Libera Basilicata, domani incontro sui misteri lucani

image Oggi, alle ore 18, al teatro Don Bosco di Potenza, il coordinamento regionale dell’associazione Libera raccontera’ le altre storie irrisolte e senza colpevoli della Basilicata, prendendo spunto dal caso Claps che da marzo tiene desta l’attenzione sulla piccola regione. Ci saranno, tra gli altri don Luici Ciotti, e la mamma di Elisa, Filomena. ”Troppe verita’ negate in Basilicata e troppo dolore – ha detto il coordinatore regionale di Libera, don Marcello Cozzi – in chi a distanza di tanti anni non ha visto compiersi il normale percorso di giustizia nella propria tragica storia”.

”La vicenda di Elisa ci richiama la storia depistata di Luca Orioli e Marirosa Andreotta (trovati morti insieme nel 1988 a Policoro, ndr), l’ennesima archiviazione di Vincenzo de Mare, l’omicidio dimenticato di Maria Antonietta Flora, la criminalita’ vincente nell’assassinio di Tiziano Fusilli, la vergognosa scomparsa della piccola Ottavia De Luise e chissa’ quante altre storie simili a tutti ancora sconosciute. Tutte queste storie – ha continuato don Cozzi – vogliamo ascoltarle per restituire a esse la dignita’ negata e lo faremo con i loro familiari”. Per don Cozzi l’incontro e’ un sostegno a queste famiglie ”in questa ricerca disperata di giustizia negata”.

Fonte: Libero News

L’assassino ha «firmato» gli omicidi di Elisa in Basilicata e Heather in Inghilterra

image È la firma dell’assassino. Il marchio di un serial killer che ha ucciso Heather Barnett, Elisa Claps e potrebbe aver colpito anche una studentessa sudcoreana, Jong Ok Shin. La Procura di Salerno non conferma ufficialmente, ma fonti giudiziarie ribadiscono ciò che è stato considerato dagli investigatori inglesi il legame tra le vicende Barnett e Claps: il taglio di ciocche di capelli. Un particolare che avrebbe convinto i magistrati a secretare la perizia autoptica sul cadavere della povera ragazza.

Anche ad Elisa, insomma, il killer ha reciso i capelli. E il pensiero va inevitabilmente a quell’«ossessione tricologica» di Danilo Restivo che fin dall’adolescenza avrebbe tormentato la chioma delle ragazze. A Potenza come in ogni altra città in cui ha vissuto, prima di spostarsi a Bournemouth, in Inghilterra. Testimonianze arrivano anche dall’Emilia Romagna, dove l’uomo ha abitato nel 1995. All’epoca, vale a dire due anni dopo la scomparsa di Elisa Claps, quando il giovane frequentava la parrocchia di San Nicolò a Rimini, era stato accusato da alcune ragazze di averle importunate.

Marcia silenziosa con fiaccolata per i Fidanzatini di Policoro Luca e Marirosa

bernalda Si è tenuta a Bernalda (MT) la “marcia silenziosa con fiaccolata” per ricordare Luca Orioli e Marirosa Andreotta, i Fidanzatini di Policoro tragicamente scomparsi 22 anni fa, e contro l’ipotesi di archiviazione del caso avanzata dalla Procura di Matera.

Presenti al corteo oltre alla mamma di Luca, la bernaldese Olimpia Fuina, il Sindaco di Bernalda avv. Leo Chiruzzi, una nutrita delegazione del Consiglio Comunale e il Lama Tibetano Geshelà Namgyal.

Presenti anche diverse associazioni libere della Basilicata e numerosi cittadini.

Prima dell’inizio della fiaccolata Olimpia è stata ampiamente intervistata dalla troupe di “Chi l’ha Visto”, per un servizio che andrà presumibilmente in onda lunedì 31 maggio.

Olimpia ha ripercorso tutte le fasi della vicenda, ribadendo con forza il perché non si debba procedere ad alcuna archiviazione, in quanto sono ormai troppi gli elementi che fanno ritenere il caso non una disgrazia ma un efferato omicidio.

Sparita nel ’75: un altro caso Claps?

Basilicata nell’occhio del ciclone. Dopo il caso Claps, un altro eclatante episodio di cronaca nera sembra arrivare ad una svolta: la polizia scientifica ha ritrovato dei "reperti" in un pozzo-cisterna che sarebbero riconducibili alla scomparsa di Ottavia De Luise. La piccola era sparita di casa nel maggio del 1975 quando aveva solo 12 anni.

Ottavia De Luise

I vigili del fuoco, in collaborazione con gli agenti della Polizia scientifica, hanno ritrovato quelli che loro stessi definiscono "reperti" all’interno di un pozzo-cisterna a Montemurro (Potenza). Il ritrovamento è stato annunciato nel corso della trasmissione "Chi l’ha visto?", che aveva "riaperto" il caso di Ottavia De Luise, sparita il 12 maggio 1975.

Il pozzo-cisterna si trova all’esterno di una masseria ed è stato svuotato: all’interno oggetti e "reperti", consegnati poi a un medico legale che dovra’ analizzarli, come ha confermato la dirigente della squadra mobile di Potenza, Barbara Strappato.
Le indagini erano cominciate con i rilievi planimetrici e la perlustrazione dei luoghi in cui Ottavia fu vista per l’ultima volta. Secondo la ricostruzione di "Chi l’ha visto?" il pozzo-cisterna, a pochi metri dal centro abitato, si trova in una delle zone indicate in alcune lettere anonime inviate alla famiglia De Luise, in cui si spiegava che la bambina "era stata violentata, uccisa, e poi nascosta".

Anziano si uccide dopo aver strangolato la moglie

image A Marsiconuovo, provincia di Potenza, è stato scoperto un terribile caso di omicidio-suicidio.

Vittime della tragedia Gerardo Vaccaro, 74 anni, e Jolanda Lombardi di 76 anni. Secondo le prime indagini l’uomo avrebbe strangolato la donna e poi si sarebbe tolto la vita impiccandosi. Ancora non ci conosce il movente della tragedia. Si pensa ad una lite finita male ed in cui l’uomo avrebbe perso il controllo di se.

La vicenda diviene ancora più surreale se si pensa che in passato non vi erano state mai segnalazioni di violenze o violenti liti tra i due coniugi, definiti da tutti come una coppia molto tranquilla.