Category Archives: Criminalità

Ladri ad 88 anni…

DSCF0010 Ci sono nonni che ad 88 anni vanno a giocare a bocce, altri giocano a carte, altri ancora fanno lunghe passeggiate nei parchi… chi più chi meno ha una propria vita sociale.

Filomena Barbetta, una simpatica nonnina di 88 anni, forse per rimanere atletica ed in forma (e forse anche per lottare contro il carovita) era una abile borseggiatrice sin dagli anni ‘70!

La vecchietta, forse per i primi sintomi di anzianità, forse a causa dei primi acciacchi, è stata scoperta ed arrestata dai carabinieri in un mercato di Pesaro. A causa dell’età è stata scarcerata seppur con obbligo di dimora nella sua abitazione in Basilicata.

Interessante la tecnica dell’anziana. Ogni martedì si presentava puntuale al mercato e, una volta affiancatasi alle mamme con figli al seguito, sfilava dalle loro borse con incredibile maestria i portafogli.

Ora i carabinieri indagano se, fin ora, abbia operato da sola o con l’aiuto di complici.

Utilizzano gli stupri per deviare la nostra attenzione!

Qualche giorno fa la rivista Panorama ha pubblicato un articolo che ha stranamente riscosso pochissimo successo: secondo i dati della Pubblica sicurezza gli stupri nel 2008 sono diminuiti del 8,4%.

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In forte diminuzione anche gli stupri di gruppo, scesi del 24,6%, e le violenze sessuali aggravate con un trend in diminuzione del 16% nel triennio 2006-2008. Per quanto riguarda il riconoscimento e l’individuazione degli autori delle violenze sessuali lo scorso anno le forze di polizia hanno individuato 8.845 stupratori, a fronte di 8.749 segnalazioni nel 2007 e di 7.715 nel 2006.

Inoltre, se le diminuzioni sono pur sempre esigue per un reato così odioso, il dato significativo sta nei dati relativi agli autori: nel 60,9% dei casi infatti gli autori delle violenze sono italiani e solo il 7,8% dei violentatori è romeno e il 6,3% marocchino.

Analizziamo ora cosa accade nelle grandi città osservando ad esempio la situazione di Roma e Milano. Simonetta Matone, capo di gabinetto delle Pari opportunità, afferma che “rimane la prevalenza degli italiani, ma nei dintorni della capitale la percentuale scende al 48 per cento, mentre quella dei romeni sale al 28 per cento”.
A Milano si è passati dai 526 casi nel 2006 ai 480 nel 2008, con una netta prevalenza degli italiani nel 41% delle violenze (solo l’11% è romeno e l’8% egiziano).
La diminuzione del dato non è comunque di quelle che fanno fare i salti di gioia, ma se si pensa che da mesi i media non parlano che di violenza sessuale, mettendola in risalto soprattutto quando il reato è compiuto da un rumeno o da un extracomunitario, il beneficio del dubbio sul motivo di un simile interesse morboso da parte dei media va concesso.

La crisi economica è di certo un argomento che fa accumulare tensioni per quanto essa sta influendo sulla vita degli italiani. Migliaia di posti di lavoro che ogni giorno vanno in fumo, prezzi che continuano a salire, famiglie che non riescono ad arrivare alla terza settimana, banche in crisi, valore dei nostri risparmi via via sempre meno consistente…
L’Italia, come tutti i paesi occidentali, è in un tunnel in cui ci si è entrati lo scorso anno ma da cui ancora non si riesce a scorgere la luce. Sono in crisi le banche, l’industria dell’automobile, le assicurazioni, le aziende tessili, il settore aeronautico (Boeing e Airbus hanno già annunciato licenziamenti), le telecomunicazioni. E’ una crisi dalle proporzioni gigantesche, su scala globale, forse anche maggiore di quella del 1929.

Cresce nei più attenti il sospetto che si voglia sviare l’attenzione dell’italiano medio, vincolandone l’attenzione su altri problemi che smuovano, nel cittadino-spettatore,  reazioni viscerali e che concedano vie di sfogo, che vadano dall’odio per lo straniero alla pietà per il malato terminale (vedi tormentone mediatico del caso Englaro).
Forse, sulla crisi in corso, è anche corretto non generare inutili isterismi collettivi che potrebbero portare ad un collasso del nostro sistema economico (si dice che se tutti noi prelevassimo i nostri soldi dalle banche si rischierebbe un enorme crack finanziario).

Tuttavia in questo modo ci si imbatte in un altro pericolo, già manifestatosi in modo nefasto all’inizio del secolo con conseguenze sin troppo note. Il rischio che, a lungo andare, il focalizzarsi dei media verso le violenze dello “straniero” potrebbe generare in tutti noi una sorta di xenofobia ridicola che non considera la stragrande maggioranza degli stranieri che lavora e produce in maniera onesta e costituisce l’ossatura dell’Italia di oggi e di domani e che, insieme a tutti noi, sarà l’anima della prossima rinascita economica.

G. Massari

Abusi sessuali all’università, il rettore si scusa

“Chiedo scusa alla cittadinanza per quanto accaduto”. Con queste parole il rettore dell’Università della Basilicata, Antonio Tamburro, ha chiesto scusa alla città di Matera per il comportamento di un docente dell’Ateneo accusato, nei mesi scorsi, di abusi sessuali nei confronti di studentesse della sede materna dell’Unibas. Tamburro ha affrontato l’argomento dopo la firma della convenzione con il Comune per la cessione di immobili da destinare ad attività didattica. “La città non se lo meritava” è stato l’ultimo commento del rettore sulla questione.

Fonte: Alice

Droga, 9 spacciatori condannati: legami con camorra

Potenza, 7 feb (Apcom) – Il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Potenza, Giuseppe Losardo, ha condannato a 15 anni di carcere, a seguito di rito abbreviato, Carmine Campanella, 45 anni, di Potenza, considerato dagli investigatori l’organizzatore del gruppo di pusher.

Una pena di 14 anni è stata inflitta a Giovanni Lottino, 46 anni di Potenza, per cui il pm Francesco Basentini si era limitato a una richiesta di 10 anni. Entrambi sono già detenuti in regime di carcere duro (41 bis). Dieci anni a testa sono andati invece ai fornitori napoletani del gruppo: Liberato Langella, 23 anni, e Raffaele Aquino, 39 anni, entrambi di Boscoreale. Il giudice ha condannato anche Giuseppe Monetta a otto anni, Donato Saluzzi a otto anni, Paolo e Rocco Onofrio, rispettivamente a cinque e quattro anni di carcere. Quasi inconsistenti i benefici dell’indulto.

Fonte: Alice Notizie

Imprenditore scomparso: si cerca anche in Basilicata

Si chiama Francesco Di Palo l’imprenditore di 47 anni di Altamura (Bari), proprietario di una azienda di sanitari sita nel Materano.

Dall’altro giorno di lui nessuna notizia. A denunciarlo alla questura di Matera la moglie. Le ricerche sono concentrate per ora tra Altamura e Matera ma finora nessun riscontro.

Pochi giorni prima lo stesso imprenditore era stato in Questura per delle indagini su estorsioni subite.

Sacerdote: i lucani vogliono la verità sulla mafia in Basilicata

POTENZA – I lucani «cercano la verita’, non la rassegnazione», sperano «nella politica alta e non nell’anti-politica» per la soluzione dei “tanti misteri della Basilicata”: sono state queste le parole con cui il coordinatore della Basilicata dell’associazione «Libera», don Marcello Cozzi, ha presentato un estratto del docufilm dal titolo «Libera nos a malo» su alcuni omicidi e casi di sparizione avvenuti negli ultimi 20 anni.

Al termine della proiezione, il direttore de “Il quotidiano della Basilicata”, Paride Leporace, ha moderato un dibattito a cui hanno partecipato don Cozzi, il regista del film, Fulvio Wetzl, l’ex gip di Milano, Clementina Forleo, e il giudice di Corte d’appello di Potenza, Alberto Iannuzzi.

Forleo, in particolare, si è augurata che anche «la mia ‘Puglia felix’ possa scoperchiare certe pentole» mentre Iannuzzi ha spiegato che «la Storia ha illustrato la difficoltà della giustizia quando i processi incontrano certa politica, a partire da clamorosi episodi post-unitari». Temi che, ha detto don Cozzi, «portano la gente, i familiari delle vittime e delle persone scomparse, a chiederci di non fare passi indietro».

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno