Category Archives: Cronaca

Sparita nel ’75: un altro caso Claps?

Basilicata nell’occhio del ciclone. Dopo il caso Claps, un altro eclatante episodio di cronaca nera sembra arrivare ad una svolta: la polizia scientifica ha ritrovato dei "reperti" in un pozzo-cisterna che sarebbero riconducibili alla scomparsa di Ottavia De Luise. La piccola era sparita di casa nel maggio del 1975 quando aveva solo 12 anni.

Ottavia De Luise

I vigili del fuoco, in collaborazione con gli agenti della Polizia scientifica, hanno ritrovato quelli che loro stessi definiscono "reperti" all’interno di un pozzo-cisterna a Montemurro (Potenza). Il ritrovamento è stato annunciato nel corso della trasmissione "Chi l’ha visto?", che aveva "riaperto" il caso di Ottavia De Luise, sparita il 12 maggio 1975.

Il pozzo-cisterna si trova all’esterno di una masseria ed è stato svuotato: all’interno oggetti e "reperti", consegnati poi a un medico legale che dovra’ analizzarli, come ha confermato la dirigente della squadra mobile di Potenza, Barbara Strappato.
Le indagini erano cominciate con i rilievi planimetrici e la perlustrazione dei luoghi in cui Ottavia fu vista per l’ultima volta. Secondo la ricostruzione di "Chi l’ha visto?" il pozzo-cisterna, a pochi metri dal centro abitato, si trova in una delle zone indicate in alcune lettere anonime inviate alla famiglia De Luise, in cui si spiegava che la bambina "era stata violentata, uccisa, e poi nascosta".

Anziano si uccide dopo aver strangolato la moglie

image A Marsiconuovo, provincia di Potenza, è stato scoperto un terribile caso di omicidio-suicidio.

Vittime della tragedia Gerardo Vaccaro, 74 anni, e Jolanda Lombardi di 76 anni. Secondo le prime indagini l’uomo avrebbe strangolato la donna e poi si sarebbe tolto la vita impiccandosi. Ancora non ci conosce il movente della tragedia. Si pensa ad una lite finita male ed in cui l’uomo avrebbe perso il controllo di se.

La vicenda diviene ancora più surreale se si pensa che in passato non vi erano state mai segnalazioni di violenze o violenti liti tra i due coniugi, definiti da tutti come una coppia molto tranquilla.

Arrestato Caruso: la dura lotta dello Stato alla Mafia

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Prima Gaetano Fidanzati e Gianni Nicchi, ora la polizia, con l’arresto di Salvatore Caruso, ha dato un duro colpo alla mafia.

Caruso, noto a tutti come “Turi malavità”, era già sfuggito ad una operazione di polizia lo scorso ottobre. I reati contestati sono numerosi: si va dall’associazione mafiosa al traffico di droga alle estorsioni. Secondo il procuratore della Repubblica di Catania, Vincenzo D’Agata “abbiamo inferto un duro colpo alla cosca, ma non si finisce mai di combattere”.

Nel frattempo la procura ha chiesto il 41 bis per Gianni Nicchi, condannato a 15 anni in primo grado. Domani i PM potrebbero conferire gli incarichi di consulenza per analizzare i contenuti del computer e dei cellulari sequestrati.

Bernalda come la Somalia

Bernalda e la Somalia sono luoghi di scorie, discariche di veleni.

La sola differenza è che alla prima ancora manchi chi, come Ilaria Alpi, paghi con la vita la denuncia delle stesse nefandezze.

Il pentito Fonti dichiara al magistrato che navi cariche di scorie nucleari siano state affondate nei mari di Cetraro, Maratea e Metaponto. Sempre lui, allo stesso magistrato e col dito sulla carta geografica, indica Bernalda come luogo vicino al quale sono stati interrati fusti pieni di rifiuti radioattivi. Di siti analoghi, nella contrada Spineto e nella ex discarica comunale, parlano cittadini bernaldesi impauriti, ma certi. In terreni da tempo bonificati giacciono dismessi manufatti irrigui contenenti amianto.

Dal fiume Basento affluiscono a mare acque impure inquinate. Nel paese non cammini tranquillo fra il caos del traffico e i tanfi di fogna. Persino l’aria ti avversa, intrisa com’è della diossina di Taranto. Questo è un cerchio infernale, di dantesca evocazione.

Al “limitar di Dite”, che è la verde piana di Rotondella, trucemente sussiste quel Centro di Ricerca nucleare che genera più ansia che speranza.

WWF “le rivelazioni del pentito Francesco Fonti descrivono inquietanti scenari istituzionali”

Invochiamo più coordinamento tra le Procure e uno scambio informazioni tra le Commissioni parlamentari competenti”

La domanda che il WWF aveva posto pochi giorni fa, in occasione del ritrovamento della nave affondata al largo di Cetraro forse comincia a trovare una risposta: chi ha coperto per anni il traffico di rifiuti e l’affondamento delle navi dei veleni? Come è stato possibile per oltre 10 anni perseverare nell’inerzia istituzionale su queste vicende? Forse la risposta è nelle dichiarazioni del pentito Francesco Fonti, intervistato oggi dal settimanale L’Espresso, che da anni segue passo dopo passo la vicenda: nelle sue parole emergono intrecci tra politica, servizi segreti, faccendieri e malavita organizzata, su uno sfondo internazionale. Fatti gravissimi che stanno emergendo anche grazie all’impegno ed alla tenacia della Regione Calabria ed, in primis, dell’Assessore Greco.

Per il WWF, impegnato su questa vicenda da oltre 10 anni e costretto negli scorsi anni a difendersi in giudizio da pesanti richieste risarcitorie avanzate da armatori i cui nomi compaiono nelle dichiarazioni del pentito Fonti, finalmente è giunto il momento di creare:

  • un coordinamento delle Procure della Repubblica che hanno promosso le varie inchieste sul traffico internazionale di rifiuti ed armi;
  • uno scambio di informazioni sistematico e un coordinamento straordinario su questi temi tra la Commissione bicamerale sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse, la Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata mafiosa o similare e il Comitato parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza e per il segreto di stato, che non possono più lavorare a comparti stagni.

Il PM: per dipendenti Regione Basilicata truffa e peculato

image Li hanno pedinati e fotografati dal barbiere, mentre compravano pesce al mercato, durante lo shopping in un negozio di calzature: il tutto in orario d’ufficio, grazie alla timbratura dei cartellini magnetici «cui provvedeva il complice che a turno veniva investito dell’incombenza». 
Protagonisti cinque dipendenti dell’Ufficio di rappresentanza a Roma della Regione Basilicata, nei cui confronti le indagini si sono concluse ed è ora imminente la richiesta di rinvio a giudizio per truffa e peculato. Secondo il sostituto procuratore della Repubblica di Potenza, Henry John Woodcock, quello messo a punto era un sistema truffaldino ben oliato e efficiente, un modo per procurarsi «un ingiusto profitto – si legge nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari – rappresentato dal monte ore indebitamente retribuitogli dalla pubblica amministrazione, arrecando un corrispondente danno economico alla Regione Basilicata».

Un «assenteismo sistematico», sostengono gli investigatori. E alla truffa, sempre secondo l’accusa, si aggiunge il peculato, per l’uso indebito delle utenze telefoniche dell’ufficio di rappresentanza, che sarebbero state utilizzate «in modo assolutamente sistematico, ripetuto e continuativo, per chiamate personali e private pari ad oltre l’88% del complessivo ammontare delle bollette pagate dalla Regione Basilicata», che anche in questo caso è parte offesa. Insomma, scrivono gli investigatori, tutto «come in una sorta di phone center gratuito», aperto anche ad amici e parenti. 
E perfino all’addetto delle pulizie, la cui moglie avrebbe fatto «lunghe e costose» telefonate ai suoi in Sudamerica. In alcuni casi – secondo le indagini condotte dai carabinieri del Noe del colonnello Sergio De Caprio (il «capitano Ultimo» che arrestò Riina), dalla squadra mobile e dalla polizia municipale di Potenza – venivano fatte telefonate «mute» ai cellulari dei familiari, o al proprio, al solo scopo di ricaricare il credito telefonico. 
Questa è una delle intercettazioni che lo proverebbe.

Ladri ad 88 anni…

DSCF0010 Ci sono nonni che ad 88 anni vanno a giocare a bocce, altri giocano a carte, altri ancora fanno lunghe passeggiate nei parchi… chi più chi meno ha una propria vita sociale.

Filomena Barbetta, una simpatica nonnina di 88 anni, forse per rimanere atletica ed in forma (e forse anche per lottare contro il carovita) era una abile borseggiatrice sin dagli anni ‘70!

La vecchietta, forse per i primi sintomi di anzianità, forse a causa dei primi acciacchi, è stata scoperta ed arrestata dai carabinieri in un mercato di Pesaro. A causa dell’età è stata scarcerata seppur con obbligo di dimora nella sua abitazione in Basilicata.

Interessante la tecnica dell’anziana. Ogni martedì si presentava puntuale al mercato e, una volta affiancatasi alle mamme con figli al seguito, sfilava dalle loro borse con incredibile maestria i portafogli.

Ora i carabinieri indagano se, fin ora, abbia operato da sola o con l’aiuto di complici.