Category Archives: Cronaca

Bernalda come la Somalia

Bernalda e la Somalia sono luoghi di scorie, discariche di veleni.

La sola differenza è che alla prima ancora manchi chi, come Ilaria Alpi, paghi con la vita la denuncia delle stesse nefandezze.

Il pentito Fonti dichiara al magistrato che navi cariche di scorie nucleari siano state affondate nei mari di Cetraro, Maratea e Metaponto. Sempre lui, allo stesso magistrato e col dito sulla carta geografica, indica Bernalda come luogo vicino al quale sono stati interrati fusti pieni di rifiuti radioattivi. Di siti analoghi, nella contrada Spineto e nella ex discarica comunale, parlano cittadini bernaldesi impauriti, ma certi. In terreni da tempo bonificati giacciono dismessi manufatti irrigui contenenti amianto.

Dal fiume Basento affluiscono a mare acque impure inquinate. Nel paese non cammini tranquillo fra il caos del traffico e i tanfi di fogna. Persino l’aria ti avversa, intrisa com’è della diossina di Taranto. Questo è un cerchio infernale, di dantesca evocazione.

Al “limitar di Dite”, che è la verde piana di Rotondella, trucemente sussiste quel Centro di Ricerca nucleare che genera più ansia che speranza.

WWF “le rivelazioni del pentito Francesco Fonti descrivono inquietanti scenari istituzionali”

Invochiamo più coordinamento tra le Procure e uno scambio informazioni tra le Commissioni parlamentari competenti”

La domanda che il WWF aveva posto pochi giorni fa, in occasione del ritrovamento della nave affondata al largo di Cetraro forse comincia a trovare una risposta: chi ha coperto per anni il traffico di rifiuti e l’affondamento delle navi dei veleni? Come è stato possibile per oltre 10 anni perseverare nell’inerzia istituzionale su queste vicende? Forse la risposta è nelle dichiarazioni del pentito Francesco Fonti, intervistato oggi dal settimanale L’Espresso, che da anni segue passo dopo passo la vicenda: nelle sue parole emergono intrecci tra politica, servizi segreti, faccendieri e malavita organizzata, su uno sfondo internazionale. Fatti gravissimi che stanno emergendo anche grazie all’impegno ed alla tenacia della Regione Calabria ed, in primis, dell’Assessore Greco.

Per il WWF, impegnato su questa vicenda da oltre 10 anni e costretto negli scorsi anni a difendersi in giudizio da pesanti richieste risarcitorie avanzate da armatori i cui nomi compaiono nelle dichiarazioni del pentito Fonti, finalmente è giunto il momento di creare:

  • un coordinamento delle Procure della Repubblica che hanno promosso le varie inchieste sul traffico internazionale di rifiuti ed armi;
  • uno scambio di informazioni sistematico e un coordinamento straordinario su questi temi tra la Commissione bicamerale sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse, la Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata mafiosa o similare e il Comitato parlamentare per i servizi di informazione e sicurezza e per il segreto di stato, che non possono più lavorare a comparti stagni.

Il PM: per dipendenti Regione Basilicata truffa e peculato

image Li hanno pedinati e fotografati dal barbiere, mentre compravano pesce al mercato, durante lo shopping in un negozio di calzature: il tutto in orario d’ufficio, grazie alla timbratura dei cartellini magnetici «cui provvedeva il complice che a turno veniva investito dell’incombenza». 
Protagonisti cinque dipendenti dell’Ufficio di rappresentanza a Roma della Regione Basilicata, nei cui confronti le indagini si sono concluse ed è ora imminente la richiesta di rinvio a giudizio per truffa e peculato. Secondo il sostituto procuratore della Repubblica di Potenza, Henry John Woodcock, quello messo a punto era un sistema truffaldino ben oliato e efficiente, un modo per procurarsi «un ingiusto profitto – si legge nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari – rappresentato dal monte ore indebitamente retribuitogli dalla pubblica amministrazione, arrecando un corrispondente danno economico alla Regione Basilicata».

Un «assenteismo sistematico», sostengono gli investigatori. E alla truffa, sempre secondo l’accusa, si aggiunge il peculato, per l’uso indebito delle utenze telefoniche dell’ufficio di rappresentanza, che sarebbero state utilizzate «in modo assolutamente sistematico, ripetuto e continuativo, per chiamate personali e private pari ad oltre l’88% del complessivo ammontare delle bollette pagate dalla Regione Basilicata», che anche in questo caso è parte offesa. Insomma, scrivono gli investigatori, tutto «come in una sorta di phone center gratuito», aperto anche ad amici e parenti. 
E perfino all’addetto delle pulizie, la cui moglie avrebbe fatto «lunghe e costose» telefonate ai suoi in Sudamerica. In alcuni casi – secondo le indagini condotte dai carabinieri del Noe del colonnello Sergio De Caprio (il «capitano Ultimo» che arrestò Riina), dalla squadra mobile e dalla polizia municipale di Potenza – venivano fatte telefonate «mute» ai cellulari dei familiari, o al proprio, al solo scopo di ricaricare il credito telefonico. 
Questa è una delle intercettazioni che lo proverebbe.

Ladri ad 88 anni…

DSCF0010 Ci sono nonni che ad 88 anni vanno a giocare a bocce, altri giocano a carte, altri ancora fanno lunghe passeggiate nei parchi… chi più chi meno ha una propria vita sociale.

Filomena Barbetta, una simpatica nonnina di 88 anni, forse per rimanere atletica ed in forma (e forse anche per lottare contro il carovita) era una abile borseggiatrice sin dagli anni ‘70!

La vecchietta, forse per i primi sintomi di anzianità, forse a causa dei primi acciacchi, è stata scoperta ed arrestata dai carabinieri in un mercato di Pesaro. A causa dell’età è stata scarcerata seppur con obbligo di dimora nella sua abitazione in Basilicata.

Interessante la tecnica dell’anziana. Ogni martedì si presentava puntuale al mercato e, una volta affiancatasi alle mamme con figli al seguito, sfilava dalle loro borse con incredibile maestria i portafogli.

Ora i carabinieri indagano se, fin ora, abbia operato da sola o con l’aiuto di complici.

Petrolio e Tangenti: sequestro preventivo di oltre 1,7 milioni di euro, dai fondi della TOTAL

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Il gip di Potenza, Rocco Pavese – accogliendo una richiesta del pm, Henry John Woodcock – ha disposto il sequestro preventivo di oltre 1,7 milioni di euro dai fondi della Total, in relazione alle ipotesi di reato di corruzione e concussione contestate agli indagati dell’inchiesta su presunte tangenti pagate per la realizzazione del centro oli di Tempa Rossa, a Corleto Perticara.

Il sequestro si riferisce all’accusa di corruzione mossa a diversi indagati per i ‘mezzi fraudolenti’ utilizzati nell’assegnazione degli appalti per la realizzazione del centro oli; e a quella di concussione per gli espropri dei terreni sui quali costruire la struttura. In particolare – secondo l’accusa – ad proprietari di alcuni terreni furono proposte ‘condizioni capestro e assolutamente svantaggiose e fuori mercato’. In pratica, secondo quanto risulta dalla consulenza dei periti del pubblico ministero, l’ufficio tecnico del Comune di Corleto aveva stimato i terreni 2,50 euro al metro quadrato; un altro perito aveva aumentato tale valore, ma sempre ’sottovalutandoli in maniera eclatante’. I periti nominati da Woodcock, invece, hanno stimato il valore di quelle terre in 42,64 euro al metro quadrato e hanno spiegato che la Total avrebbe conseguito un profitto pari ad oltre 20,2 milioni di euro ‘in termini di minor costo sopportato per l’acquisto dei terreni’.

Fonte: Giornale Lucano

Utilizzano gli stupri per deviare la nostra attenzione!

Qualche giorno fa la rivista Panorama ha pubblicato un articolo che ha stranamente riscosso pochissimo successo: secondo i dati della Pubblica sicurezza gli stupri nel 2008 sono diminuiti del 8,4%.

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In forte diminuzione anche gli stupri di gruppo, scesi del 24,6%, e le violenze sessuali aggravate con un trend in diminuzione del 16% nel triennio 2006-2008. Per quanto riguarda il riconoscimento e l’individuazione degli autori delle violenze sessuali lo scorso anno le forze di polizia hanno individuato 8.845 stupratori, a fronte di 8.749 segnalazioni nel 2007 e di 7.715 nel 2006.

Inoltre, se le diminuzioni sono pur sempre esigue per un reato così odioso, il dato significativo sta nei dati relativi agli autori: nel 60,9% dei casi infatti gli autori delle violenze sono italiani e solo il 7,8% dei violentatori è romeno e il 6,3% marocchino.

Analizziamo ora cosa accade nelle grandi città osservando ad esempio la situazione di Roma e Milano. Simonetta Matone, capo di gabinetto delle Pari opportunità, afferma che “rimane la prevalenza degli italiani, ma nei dintorni della capitale la percentuale scende al 48 per cento, mentre quella dei romeni sale al 28 per cento”.
A Milano si è passati dai 526 casi nel 2006 ai 480 nel 2008, con una netta prevalenza degli italiani nel 41% delle violenze (solo l’11% è romeno e l’8% egiziano).
La diminuzione del dato non è comunque di quelle che fanno fare i salti di gioia, ma se si pensa che da mesi i media non parlano che di violenza sessuale, mettendola in risalto soprattutto quando il reato è compiuto da un rumeno o da un extracomunitario, il beneficio del dubbio sul motivo di un simile interesse morboso da parte dei media va concesso.

La crisi economica è di certo un argomento che fa accumulare tensioni per quanto essa sta influendo sulla vita degli italiani. Migliaia di posti di lavoro che ogni giorno vanno in fumo, prezzi che continuano a salire, famiglie che non riescono ad arrivare alla terza settimana, banche in crisi, valore dei nostri risparmi via via sempre meno consistente…
L’Italia, come tutti i paesi occidentali, è in un tunnel in cui ci si è entrati lo scorso anno ma da cui ancora non si riesce a scorgere la luce. Sono in crisi le banche, l’industria dell’automobile, le assicurazioni, le aziende tessili, il settore aeronautico (Boeing e Airbus hanno già annunciato licenziamenti), le telecomunicazioni. E’ una crisi dalle proporzioni gigantesche, su scala globale, forse anche maggiore di quella del 1929.

Cresce nei più attenti il sospetto che si voglia sviare l’attenzione dell’italiano medio, vincolandone l’attenzione su altri problemi che smuovano, nel cittadino-spettatore,  reazioni viscerali e che concedano vie di sfogo, che vadano dall’odio per lo straniero alla pietà per il malato terminale (vedi tormentone mediatico del caso Englaro).
Forse, sulla crisi in corso, è anche corretto non generare inutili isterismi collettivi che potrebbero portare ad un collasso del nostro sistema economico (si dice che se tutti noi prelevassimo i nostri soldi dalle banche si rischierebbe un enorme crack finanziario).

Tuttavia in questo modo ci si imbatte in un altro pericolo, già manifestatosi in modo nefasto all’inizio del secolo con conseguenze sin troppo note. Il rischio che, a lungo andare, il focalizzarsi dei media verso le violenze dello “straniero” potrebbe generare in tutti noi una sorta di xenofobia ridicola che non considera la stragrande maggioranza degli stranieri che lavora e produce in maniera onesta e costituisce l’ossatura dell’Italia di oggi e di domani e che, insieme a tutti noi, sarà l’anima della prossima rinascita economica.

G. Massari