Category Archives: Eventi

Joan Miró e le essenze della terra

Mirò immagineNelle sale del MIG. Museo Internazionale della Grafica, si è inaugurata la mostra dedicata a Joan Miró (1893-1983).

La mostra, come è stato programmato all’inaugurazione del Museo che, convivendo con la Biblioteca Comunale “Alessandro Appella” sviluppa in sinergia il rapporto arte – letteratura (sono previste, per la stagione 2011-2012, esposizioni di Degas, Renoir, Bonnard, Matisse, Dufy) è dedicata a un libro-cartella con testi di Joan Perucho, Andreu Bosch, Onofre Manescal e una ricca serie di litografie originali del grande artista catalano.

La scelta del libro-cartella è dovuta anche a un titolo, Les essències de la terra, esemplificativo per un Museo operante nel cuore della Lucania antica e nel Parco del Pollino, da sempre legati ai campi da coltivare, ai boschi da accudire, così da trarne le sostanze fondamentali della vita. Campi e boschi che nella Lucania interna, da decenni, a causa dell’emigrazione, sono in buona parte abbandonati.

Le intense litografie di Miró, eseguite nel 1968 per la Edicion Poligrafa di Barcellona, e i testi che queste litografie ispirano, inneggiano a una terra fertilissima che per secoli è stata il sostegno di chi l’ha coltivata, ripercorrono i gesti e segni della quotidianità compiuti da millenni dagli uomini intenti a estrarne le sue essenze. Il campo di grano, il solco dell’aratro, l’orto e i suoi frutti colorati, la vigna, l’acino d’uva spremuto, il volo delle api, lo splendore degli alberi in autunno, un ciliegio e un mandorlo in fiore, tessono lo scorrere delle stagioni e le gioie, le speranze e le delusioni di intere generazioni ritornate polvere di una terra che hanno visto sorgere o hanno inventato con amore, pazienza, lavoro e fantasia.

“Verso l’unità d’Italia in Certosa”, ancora fino al dicembre 2011

logo 150anni La Soprintendenza BAP (Beni Architettonici e Paesaggistici) di Salerno e Avellino, diretta da Gennaro Miccio, comunica che l’esposizione della raccolta di periodici dell’anno 1861, conservata nella Certosa di San Lorenzo a Padula, è stata prorogata fino al 31 dicembre 2011. La stessa si avvantaggia della recente possibilità di sfogliare e leggere le pagine di almeno dieci numeri dei giornali esposti, grazie al lavoro di digitalizzazione curato dal Comune di Padula. Le immagini digitali sono poi state riprodotte su carta, mirando alla conservazione del formato originale degli stessi giornali: tre numeri de L’Aurora (9, 12 e 16 Gennaio 1861) e sette de L’Unità Cattolica (20 Febbr., 13 Marzo, 3 Aprile, 25 Maggio, 8 e 22 Giugno, 22 e 13 Luglio 1861). L’esame delle pagine interne di questi periodici consente ai visitatori nuovi spunti di indagine e riflessione circa gli argomenti trattati: i recenti sviluppi della politica italiana, i rapporti fra gli Stati, le tensioni interne, la cronaca degli avvenimenti nazionale e locali, legata, soprattutto, alla criticità dei rapporti fra Stato e Chiesa e all’ansia per la conservazione delle Corporazioni religiose.

Il timore per l’imminente soppressione degli Ordini religiosi, auspicata dal neonato Governo italiano è, inoltre, ampiamente palesato nell’opuscolo a stampa, rinvenuto anch’esso tra il materiale librario sopravvissuto in Certosa, dal titolo: Memoria a pro della conservazione degli Ordini Religiosi. Nel libretto, senza note tipografiche, ma chiaramente pubblicato dopo il 1860, l’anonimo autore si rivolge ai nuovi Rappresentanti della Nazione per invitarli a riflettere sia sull’importanza della Religione Cattolica Apostolica, sia sull’opera meritoria da sempre svolta dalle Congregazioni Religiose in Italia. L’amarezza dell’autore circa la scarsa considerazione loro riservata da parte dello Stato liberale è tutta riassunta nella nota n. 1, posta in calce alla prima pagina del testo che, in latino, riporta il contenuto del Salmo 78: “Siamo divenuti il disprezzo dei nostri vicini, lo scherno e la derisione di chi ci sta intorno ”.

Al Carcere Borbonico la “Giornata della nonviolenza”

Domenica, 2 ottobre 2011, dalle ore 16.45 alle ore 19.45, presso la sede della Soprintendenza BAP di Avellino (Carcere Borbonico, in via Dalmazia) si terrà la “Giornata della nonviolenza”.

L’iniziativa è curata dalle associazioni Cultura mista onlus e della Comunità per lo sviluppo umano-ong appartenenti al Movimento Umanista, diffuso in 160 Paesi del mondo, conosciuto per le sue molteplici attività a favore della nonviolenza e della cultura di pace, intende anche quest’anno celebrare la Giornata della nonviolenza, indetta dall’ONU nella data del 2 ottobre in onore dell’anniversario della nascita del Mahatma Gandhi.

CARCERE BORBONICO – Il carcere fu progettato dall’ingegnere De Fazio, con l’assenso di Ferdinando I e realizzato 1832. Pianta esagonale, corpo con cinque bracci a stella, cinque grandi edifici e un muro di un metro e mezzo che li separa dalla strada le caratteristiche di quest’edificio unico nel suo genere. Inizialmente tra muro e fabbricati c’era un grande fossato occupato dall’acqua, ulteriore misura difensiva contro le evasioni o le incursioni esterne. De Fazio si ispirò, infatti, anche alle architetture militari e a quelle difensive come castelli e fortezze dando spazio ai canoni di igiene e salubrità. Oggi l’ex carcere borbonico è sede della Soprintendenza BAP di Avellino e, dal 17 marzo 2011, sede del nuovo Museo Irpino del Risorgimento

BAP Salerno

A Cancellara l’estate non è finita!

Sabato 10 e domenica 11 settembre si terrà la terza edizione del Salsiccia Festival, la kermesse dedicata alla tradizionale salsiccia di Cancellara. L’evento, organizzato dal Comune di Cancellara, anche quest’anno è ricco di appuntamenti, tra degustazioni, spettacoli, visite guidate al centro storico, mostre e laboratori, tutto rigorosamente dedicato al prelibato insaccato di Cancellara, che fa parte del paniere ufficiale dei prodotti tipici della Basilicata.

Un riconoscimento prestigioso che premia il lavoro di recupero e valorizzazione fatto in questi anni dai produttori locali e che rinsalda il legame tra gastronomia di eccellenza e territorio. L’edizione di quest’anno, nella ricorrenza dei 150 anni dell’Unità d’Italia, si arricchisce di due importanti eventi, il cor teo storico “Il ‘600 nel Regno di Napoli” ed il “Concer to dell’Unità d’Italia”, con la partecipazione delle corali “Ensemble Polifonico Libercanto” ed “Obadiah” e la banda musicale “Città di Oppido”. Gastronomia, Storia, Saperi, Bellezze Architettoniche ed Arte, sono gli elementi che quest’anno vogliamo promuovere e condividere con Tutti Voi. Vi aspettiamo nella nostra comunità per un week end dal sapore di altri tempi.

Antonio Lo Re

Sindaco di Cancellara

A Calvello una giornata in stile medioevale

imageLa Pro loco di Calvello con il patrocinio del Comune di Calvello organizza la 3° edizione della Giornata Medievale – Caro et Vellus A.d. 1089 che si terrà a Calvello il 4 Settembre 2011 alle ore 18.00.

La festa medievale di Calvello vuole ricordare l’evento del 4 luglio 1089, data in cui viene citato -nei documenti ufficiali- per la prima volta il nome del paese. In quel giorno il conte Mormanno di Marsico Nuovo e l’abate Rado si incontrano. Il primo dona al convento marsicenese dell’abate, con atto ufficiale, due chiese a Calvello: San Nicola e Santa Caterina.

Calvello ha una storia medievale importante. All’XI sec. risale il castello e il primo nucleo monastico di Santa Caterina. Le fondazioni dei due monasteri benedettini di Santa Maria de Plano e San Pietro a Cellaria in agro di Calvello risalgono al XII sec.

Nel XIII sec. il castello, nel frattempo ampliatosi a partire dal nucleo primigenio normanno, fa parte dei 30 castra e domus federiciani censiti nello Statutum de Reparatione Castrorum.

Alla manifestazione interverranno Domenico Vita Sindaco di Marsico Nuovo e Antonio M. Gallicchio Sindaco di Calvello che ricorderanno la data del 4 luglio 1089 e si scambieranno dei doni.

Una mostra da non perdere, a Montemurro

MONTEMURRO – L’arte? Il gesto artistico? La costruzione di forme e figure? La sovrapposizione della materia su più piani? La risposta, meglio le risposte ai telegrafici interrogativi cui sopra secondo Michele Giocoli possono congiungersi nel concetto latino – con cui è titolata la personale in corso fino al 30 agosto negli spazi dell’ex-convento San Domenico del centro valligiano – “De rebus quae permanent”, ovvero delle cose che restano permanentemente. Appunto, di coordinate che sono in grado di lasciar durare nel tempo l’arte, conservare lungamente tanto la memoria estetica quanto quella delle scosse emotive e percettive da cui può scaturire un gesto artistico.

Un tracciato di oltre trenta opere realizzate nell’ultimo triennio, tra ceramiche, disegni e acrilici, con cui Michele Giocoli impone un proprio paesaggio dell’anima e del mondo, scopre una propria visione del presente e di un probabile futuro. Per il pittore di Tramutola – si rimarchi – l’arte non si ferma ad un semplice gesto su una tela o alla messa in assemblaggio su plexiglas, per lui l’invenzione di forme e figure si traduce in costante approccio creativo che lo accompagna in ogni momento della giornata e da cui affiorano rinnovati immaginari e visioni. “De rebus quae permanent – viene riportato nella plaquette che accompagna la mostra – è per una parte un richiamo a fare arte di prima mano, fatta di sapienza quasi artigianale e per l’altra è un modo per rafforzare le idee che Giocoli individua nelle forme concentriche e calcolate, come quello di un filo raggomitolato meccanicamente o di una pigna così precisa nelle sue armoniose geometrie”.