Archivi per la categoria ‘Politica’
La CISL di Basilicata contro la manovra del Governo
La Cisl Funzione Pubblica di Basilicata, Territorio di Matera, prende atto con forte rammarico che si è di fronte alle solite politiche del Governo discriminanti e depauperanti contro i pubblici dipendenti. A dimostrazione di ciò si è impegnata da lunedì 21 giugno 2010, in un’attività capillare di volantinaggio sui posti di lavoro per illustrare a tutti i dipendenti pubblici, le iniziative posti in essere dall’organizzazione sindacale per evitare l’ennesimo sacrificio economico richiesto ai pubblici dipendenti stessi.
“Grazie ad interventi mirati riguardanti l’iter parlamentare legislativo” sostiene Giuseppe Bollettino, segretario regionale del Territorio di Matera “si è già riusciti ad ottenere risultati incoraggianti e risposte concrete. Infatti, è da considerarsi cosa certa il taglio dell’80% delle spese prodotte dalle consulenze esterne, bubbone vecchio e dannosissimo, fonte di sperperi clientelari. La battaglia intrapresa sarà caratterizzata da un prossimo futuro da ulteriori tappe importanti tese ad evitare l’inaccettabile blocco dei contratti, comprendente anche la contrattazione integrativa”.
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Ricostruzione: A Muro Lucano i funzionari del Ministero alle Infrastrutture
Sulla ricostruzione post sisma del 1980 è stato raggiunto un accordo tra il sindaco Gerardo Mariani e il Ministero alle Infrastrutture.
Entro la fine del mese gli ispettori ministeriali, con a capo la dirigente Teresa Bozzi, giungeranno a Muro Lucano per fare il punto sull’opera della ricostruzione nel centro murese ancora non ultimata. E’ questo l’esito dell’incontro di questa mattina al Ministero alle Infrastrutture a Roma tra il sindaco Mariani e i funzionari romani.
“Ad oggi l’amministrazione comunale ha bisogno di 49 milioni e 800 mila euro – ha detto Mariani- per ultimare la ricostruzione. Ma non è tutto. Servono ancora 7 milioni e 700 mila per le opere pubbliche danneggiate dal sisma e un milione e 700 mila euro da destinare ai contenziosi”. Il Ministero alle Infrastrutture però non riconosce tali diritti poiché non risulterebbero dagli atti. “Ma l’amministrazione murese non ha potuto non far valere le proprie ragioni- ha aggiunto Mariani- e dopo una lunga mediazione siamo riusciti a raggiungere un primo accordo. A breve gli ispettori del Ministero alle Infrastrutture giungeranno a Muro Lucano per un sopralluogo tecnico al fine di fare il punto della situazione sull’opera di ricostruzione attesa ormai da 30 anni ed ancora non completata”.
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Al via lavori di restauro dell’ex Ospedale Diocesano di Muro Lucano
E’ di 1 milione e 274 mila euro l’importo dei lavori di restauro e di risanamento conservativo dell’ ex Ospedale Diocesano di Muro Lucano.
Il Comune murese ha pubblicato il bando di gara dell’opera finanziata con fondi dell’ ex legge 219/81. Lo rende noto alla stampa il primo cittadino, Gerardo Mariani.
“Ben presto tornerà in auge l’ ex Ospedale Diocesano di Muro Lucano – ha detto Mariani- grazie ai lavori di restauro e risanamento conservativo, di adeguamento sismico dell’intera struttura con l’aggiunta di finiture esterne all’ edificio e parte di quelle interne per dare l’opera completa di un primo lotto funzionale. Finalmente dopo 30 anni dal sisma la ricostruzione dell’ex ospedale diocesano è una realtà in una location al centro del paese in una zona adiacente a Piazza Don Minzoni. L’immobile ospiterà, al completo, ben 27 posti per anziani con sale ampiamente funzionali per attività socio-culturali.
Sarà restaurata anche la vecchia Cappella delle Suore Stimmatine. L’intera opera avrà bisogno di oltre due milioni di euro, mentre l’appalto in corso utilizzerà circa 1.500.000,00 euro per realizzare un primo lotto funzionale, con la disponibilità di euro 1.274.000 per soli lavori a misura. Gli oneri per l’attuazione dei piani di sicurezza non soggetti a ribasso sono di 27.140,58 euro. Con i lavori previsti nel presente bando l’amministrazione murese si accinge a restituisce alla comunità parte della sua storia. La costruzione dell’opera risale alla seconda metà dell’800 ad opera del Vescovo della Diocesi di Muro Lucano, Monsignor Tommaso Antonio Gigli, che a fini caritatevoli diede vita a diverse strutture prima fra tutte proprio un ospedale, resosi necessario per l’elevata popolazione della diocesi con circa 30 mila abitanti e 7 mila nel capoluogo” .
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Regione, falsa partenza
Le attese per il dibattito in consiglio regionale sulla relazione programmatica di De Filippo sono andate ampiamente deluse, a parere del Movimento Lucania Viva, che valuta negativamente la lunga carrellata di interventi degli esponenti dei vari gruppi, in cui è prevalso il tatticismo politico rispetto alla denuncia chiara e alle proposte concrete da portare all’attenzione generale in avvio di legislatura.
Una legislatura che richiede un impegno particolare e il coraggio e la capacità di portare la Lucania fuori dal tunnel dove è stata spinta in questi anni mentre, a fronte di tale esigenza, nel dibattito regionale non è emerso nulla di più e di diverso rispetto alla solita ritualità degli slogan e delle frasi fatte.
Paradossalmente, è stato lo stesso De Filippo a dover cercare di raddrizzare il tiro, perfino nel saper cogliere il messaggio del Presidente Napolitano a guardare allo Stato unitario non come un sistema di centralismo che mortifica le autonomie, ma come un contesto in cui superare i pregiudizi e le ingiustizie che da secoli penalizzano le regioni del mezzogiorno d’Italia.
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CSAIL, in molti comprensori si usa l’acqua potabile per irrigare
“In piena stagione ortofrutticola, ad oggi, molti comprensori irrigui della Val d’Agri, dove sono in attività aziende agricole con produzioni di qualità, sono senza acqua nelle condotte per gravi responsabilità ed inadempienze nella gestione del Consorzio di Bonifica Alta Val d’Agri”. L’ “allarme” viene dalCsail (Comitato per lo Sviluppo delle Aree Interne Lucane) che attraverso il presidente, Filippo Massaro, si rivolge al Presidente De Filippo e all’Assessore Mazzocco “perché decidano se commissariare il Consorzio, “carrozzone politico-mangiasoldi” , che sperpera tanto danaro dei cittadini, oppure lasciare la libertà della gestione agli aventi diritto che sono i consorziati e gli agricoltori”.
Nel riferire che “gli imprenditori agricoli dell’area sud della provincia di Potenza anche per gli orti familiari e uso aziendale, pur con gli invasi stracolmi, sono costretti ad irrigare utilizzando acqua potabile”, Massaro elenca i numerosi “guasti” prodotti da decenni di gestione che – dice – “ha solo accumulato debiti, soddisfatto consensi elettorali e clientele politiche, sperperato danaro pubblico e penalizzato agricoltori e produttori”.
Questa la “impietosa” analisi del Csail che ha raccolto le proteste dei titolari di aziende agricole e zootecniche della Val d’Agri:
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Lavori di manutenzione alle condotte d’irrigazione, che dovrebbero essere effettuati nei periodi autunnali, non sono ancora iniziati;
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Alle tubazioni in cemento amianto ancora non sono stati eseguiti gli interventi ordinari e, tanto meno quelli "straordinari" pericolosi per la probabile diffusione di patologie cancerogene;
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Pagamento di molti stipendi arretrati ai dipendenti del Consorzio;
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Sessantacinque milioni di euro spesi per i "famosi contatori" che non hanno mai funzionato;
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Amministratori decaduti da molti anni non vengono sostituiti, tutti gli appuntamenti elettorali di rinnovo degli organi consortili, vengono puntualmente rinviati;
Grave ed inconcepibile è il comportamento delle associazioni di categoria : Coldiretti, Cia,Confagricoltura che, in letargo sonnecchiano e nulla fanno, in difesa degli agricoltori e per il “riordino” del Consorzio Val d’Agri ;
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Scaglione su relazione programmatica De Filippo
“Una relazione in cui ci riconosciamo poco, in quanto non prevede i tempi di attuazione delle diverse misure, non dà risposte alle emergenze, non prevede adeguate azioni a favore della famiglia e dell’istruzione se non pronunciamenti e buone volontà. Basta dire che se la Sanità interessa l’80% del bilancio, il programma illustrato si ferma a poche righe”.
Sono le parole usate dal consigliere Luigi Scaglione (Pu) per commentare la relazione programmatica del governatore De Filippo ricordando quello che è il giudizio politico espresso dai Popolari uniti anche con una seria riflessione sulle prospettive della nuova stagione di Governo.
“Un vero rinnovamento della politica rifugge dagli slogan e immagina un profilo alto delle scelte di governo. Politiche che puntino all’abbattimento della burocrazia, innovino le opportunità di lavoro, favoriscano le nuove professioni, creino la vera azione sinergica tra istituzioni e imprenditoria, valorizzino le politiche familiari. E l’unica sfida innovativa sembra essere quella della nomina di nuovi direttori generali e dirigenti che speriamo invertano la tendenza ai ritardi della burocrazia regionale”.
L’esponente dei Popolari Uniti si è poi soffermato sulla istituzione delle Comunità locali, “uno dei pilastri sui cui costruire il nuovo sistema di governo locale ma – ha sottolineato il consigliere – che stenta a vedere la luce, sull’abolizione delle Province, questione riaccesa in questi giorni dalla manovra correttiva del Governo e sulla soppressione degli A.T.O, da attuare entro il 2011”.
“Abbiamo accolto – ha dichiarato Scaglione – favorevolmente la scelta espressa nella relazione di considerare l’acqua come bene primario e di puntare sulla natura pubblica delle risorse idriche”.
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Sparisce la provincia di Matera? Forse no
La manovra finanziaria vorrebbe abolire le provincie con un numero di abitanti inferiore a 220.000 (ad eccezione di quelle presenti in regioni a statuto speciale e al confine nazionale)
Si abolirebbero pertanto 10 province: in Piemonte Biella e Vercelli; in Toscana, Massa Carrara; nelle Marche, Ascoli Piceno e Fermo; nel Lazio, Rieti; nel Molise, Isernia; nella Basilicata, Matera; in Calabria, Crotone e Vibo Valentia.
Tutto vero? Secondo le ultime indiscrezioni il ministro dell’economia Tremonti avrebbe smentito la voce con un secco “è falso!”.
Abolizione le province è un buon auspicio che farebbe risparmiare molti soldi alle casse dello stato ma, come afferma il premier Berlusconi, occorrerebbe una norma costituzionale per proseguire all’abolizione.
Nel frattempo il governatore De Filippo afferma che ”l’ipotesi di taglio delle Province che vede le forbici del Governo allungarsi sinistramente anche su Matera, sebbene appaia fantasiosa e inverosimile, non può non registrare la netta contrarietà della Regione Basilicata”.
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