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Basilicata: il Federalismo come soluzione ai problemi di sviluppo ed occupazione

Basilicata[1]“Non cadiamo nella trappola di chi vuole spingerci in trincea, a difesa della Regione, ma piuttosto accettiamo la sfida del federalismo che per noi in Basilicata può diventare la soluzione ai problemi di sviluppo ed occupazione”. E’ quanto sostiene il consigliere regionale di Idv Antonio Autilio, che è anche presidente della seconda Commissione permanente (Bilancio – Programmazione).

“L’ennesima esternazione contro le piccole Regioni da sopprimere ed accorpare, questa volta proveniente dal vice presidente del gruppo Pdl on. Osvaldo Napoli, che fornisce altra acqua a quel ‘mulino leghista’ che da tempo ha accentuato la sua campagna antimeridionalista – continua Autilio – non deve pertanto deviarci dai compiti che ci attendono e che sono riassumibili in una riduzione dei costi della politica, nello sforzo contestuale per dare più efficienza ed utilità alla Regione e nell’impegno a gestire le risorse strategiche del petrolio e dell’acqua, oltre a quelle del territorio secondo il modello di eco-sviluppo che ci siamo dati”.

Petrolio: è ora di fare chiarezza!

Il Governatore De Filippo non ha alcuna intenzione di “scomodare” il Governo a rivedere la “ridicola” “offensiva” “mortificante” e “inconcepibile” percentuale di royalties per il petrolio estratto da noi.

Le parole che ha pronunciato ieri in Consiglio Regionale rispetto ad una proposta – questa volta concreta – da parte del consigliere Autiliodi una legge regionale da trasmettere al Parlamento per arrivare dall’attuale 10% al 50%, sono inequivocabili: poiché lo Stato incassa dalle compagnie petrolifere un gettito fiscale altissimo – è il pensiero del nostro Governatore - non si può chiedere di più. E ci ha persino fatto una “lezioncina” di fiscalità elencando tutte le voci correlate all’estrazione di idrocarburi che finiscono nelle casse statali. Dunque, noi lucani dovremo continuare anche a pagare per la Guerra in Abissinia, perché forse non tutti gli automobilisti sanno che nel determinare il costo complessivo del carburante alla pompa tra le numerose voci c’è anche questa. Intanto prendiamo atto dai calcoli di De Filippo che alla Basilicata sono andati 109 milioni di euro di royalties e allo Stato, sempre per il petrolio da noi estratto, ben 3 miliardi di euro di accise. E la proiezione al 2015 è ancora più favorevole per lo Stato che con l’incremento dei barili di greggio estratto punta a raddoppiare l’attuale incasso – che equivale alla Finanziaria -

Petrolio… cosa ne sarà in Basilicata?

petrolio“Pensavamo che le celebrazioni degli eventi storici riferiti al Risorgimento Lucano con le iniziative di Moliterno, Montemurro e Corleto Perticara fossero definitivamente concluse, invece dobbiamo registrare la ripresa di “moti carbonari” non più intorno all’unità nazionale, ma intorno all’unità della politica, delle istituzioni e delle imprese della Val d’Agri sull’affare petrolio. Il riferimento è alla improvvisa e ancora sotterranea ripresa dell’attività dell’Associazione Area Sud, Associazione “Ricerca Energia Ambiente per uno Sviluppo Umano Duraturo” nata nel 2008 a Marsiconuovo, dove ha sede, e che dopo un periodo di “sonno” sembra avviata a riprendere il proprio interesse sul patrimonio petrolifero valligiano e del Sauro. Sia chiaro, da parte nostra non c’è alcun atteggiamento di gelosia e tanto meno di prevenzione rispetto ad iniziative che, come si legge dal sito storico di Area Sud, si propone di “favorire, in una prospettiva di solidarietà sociale, lo sviluppo locale con messa a sistema e valorizzazione delle potenzialità del territorio della Val D’Agri”, focalizzando l’attenzione “sull’uomo e l’appropriazione del proprio futuro”.

Quello che non ci convince è innanzitutto il metodo prescelto dai promotori e sostenitori, tra i quali risultano persino l’ex ministro venezuelano Reinaldo Figuerado, esperto in problemi di sfruttamento petrolifero e funzionari della società Petroleos de Venezuela, vale a dire uomini, questi ultimi, che hanno da sempre fatto grossi affari sul petrolio. Se l’obiettivo infatti è quello di “stimolare il dibattito interdisciplinare tra scienza, tecnologia, innovazione, economia e società al fine di promuovere interscambi ed approfondimenti nella ricerca di un percorso originale per raggiungere uno sviluppo umano duraturo e sostenibile nel nuovo quadro della mondializzazione” perché non farlo alla luce del sole e senza selezionare gli invitati agli incontri “carbonari” a Marsiconuovo e alla Regione sia tra politici regionali e locali, tra gli amministratori che tra categorie sociali e professionali? E ancora, perché escludere movimenti, comitati, associazioni della società civile, come il Csail, che non certo da oggi hanno dato ampia prova di affrontare questi temi senza “padrini” e “sponsor”?

Acqua: Vendola non può decidere per la Basilicata

acqua”Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, non puo’ decidere opere pubbliche da realizzarsi nella nostra regione”. Lo affermano il deputato Vincenzo Taddei ed il senatore Cosimo Latronico, del Pdl, commentano la notizia della decisione della Puglia di raddoppiare la condotta del Sinni, che ricade in territorio lucano, con 180 milioni di euro del Fas pugliese.

Secondo i parlamentari del Pdl ”il progetto di raddoppiare la condotta del Sinni, deciso nel programma Fas della Regione Puglia, non e’ assolutamente accettabile senza un preventivo assenso delle istituzioni preposte a cio’, ad iniziare dalla Regione Basilicata e dal comitato istituzionale, formato da rappresentanti di entrambe le Regioni e del Ministero delle Infrastrutture e costituito con l’accordo quadro sulle risorse idriche siglato nel 1999".

Fonte: Libero News

Basilicata: Moliterno come l’Iran?

L’articolo 21 della Costituzione Italiana recita testualmente “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione…..”, La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948, rilancia lo stesso principio. Ahimé, a Moliterno però, questo messaggio non è ancora giunto.

Arrivati ormai all’Anno Domini 2011, la maggioranza al Comune di Moliterno ha autoritariamente applicato la sua censura politica, sbattendo fuori dalla pagina ufficiale di Facebook, arbitrariamente, ben cinque cittadini. Io sono uno di quelli.

Proprio di questo si è trattato.

A pochi giorni dall’insediamento, lo scorso anno, con delibera di Giunta Comunale n.54, il governo cittadino ha istituito la propria pagina ufficiale sul social network Facebook. Nel corso di tutti questi mesi, tanti sono stati i temi trattati e le discussioni affrontate, dai cittadini e mai dall’amministrazione.

Una pagina nata per volere della maggioranza, ma mai utilizzata da quest’ultima per dialogare e confrontarsi con la comunità., se non per la presenza di sterili comunicati in un mediocre politichese.

Manovra: addio Potenza e Matera e stretta sull’evasione

Concluso con un "Molto bene" di Giulio Tremonti si passa ora ad analizzare il testo dell’accordo della manovra.

Tutte le province spariranno, l’Iva non sarà ritoccata e il contributo di solidarietà per i redditi più alti sarà abolito sostituito da un intervento sulle pensioni.

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Di seguito i punti salienti dell’accordo Pdl-Lega:

  • Addio al contributo di solidarietà, si agisce sulle pensioni
  • Si va in pensione solo dopo aver effettivamente lavorato. Il calcolo per il raggiungimento dell’età pensionabile non considererà gli anni di servizi militare prestato e degli anni universitari.
  • Il contributo di solidarietà sarà solo per i parlamentari
  • Tutte le province verranno soppresse, inclusa Potenza e Matera
  • Il numero dei parlamentari sarà dimezzato per via costituzionale
  • L’IVA non aumenterà