Bernalda, 17 aprile 2008
La Commissione di Vigilanza per la Democrazia Partecipativa del Comitato “Cittadini Attivi” di Bernalda e Metaponto prende atto dei risultati elettorali su scala comunale, provinciale, regionale e nazionale delle elezioni politiche del 13 e 14 aprile 2008.
Nel lasciare alle forze politiche il compito analitico sulle dinamiche di flusso e di risultato elettorale, pone alcune questioni sulla divulgazione dei risultati venuti fuori dalle urne, considerando fondamentale la trasparenza dei comportamenti e della comunicazione nella democrazia partecipativa.
Una prima questione è stata già posta dalla scrivente Commissione di Vigilanza circa l’uso dei sondaggi in campagna elettorale, forniti non come fotografia di un dato momento, ma come strumento di condizionamento sociale adotatto dai mass-media e dai partiti.
Tali sondaggi, che per queste elezioni sono stati molto diversi dai risultati delle urne, hanno avuto, fin dall’inizio della “querelle” elettorale, la nostra disapprovazione e il nostro dissenso: “quale sondaggio aveva mai previsto la scomparsa della Sinistra?”.
Sorge il sospetto che non si sia voluto parlare di una possibile “scomparsa indotta” della Sinistra e delle rappresentanze politiche ormai fuori dal Parlamento.
Un’altra questione è l’attribuzione delle percentuali dei risultati di voto, elaborati su quelli “andati a segno”invece che su quelli totali degli aventi diritto, come dovrebbe essere in una democrazia corretta.
Anche in questo caso sorge il sospetto che chi rientra nel quorum del finanziamento pubblico ai partiti, di fatto voglia accumulare anche le quote di finanziamento relative al numero delle schede bianche, nulle e degli astensionisti.
Non vi pare che possa essere anche questa una truffa?
Visto che si preannunciano momenti di sacrifici, per rispetto agli elettori che si sono astenuti, che hanno annullato le schede o le hanno consegnate in bianco (più di dieci milioni e mezzo per la Camera e poco più di dieci milioni per il Senato), tali finanziamenti (un centinaio di milioni di euro/anno) non siano distribuiti tra i partiti che hanno raggiunto il quorum, ma destinati al risanamento delle casse dello Stato.
Meglio sarebbe che fossero dati ai cittadini che non ce la fanno più, economicamente, ad arrivare alla fine del mese.
D’altra parte, nei prossimi tre anni, i partiti riceveranno anche i soldi delle elezioni 2006 (altri 300 milioni di euro)!
La Commissione di Vigilanza per la
Democrazia Partecipativa