Lo scorso fine settimana, presso i locali della parrocchia di S. Anna a Potenza si è tenuto un laboratorio dal titolo “Verso un’economia senza mercati e mercanti”, con la partecipazione di Alberto Castagnola, economista tra i fondatori della Rete Lilliput e della Città dell’Altra Economia di Roma. L’iniziativa, all’interno del progetto “Trasparente come l’acqua” è stata promossa e organizzata da numerosi movimenti e associazioni e ha evidenziato un’ampia e interessata partecipazione durante le giornate di lavoro, i dibattiti e i momenti teatrali e cinematografici previsti.
Il filo conduttore dell’iniziativa, finalizzata alla costruzione di un DES (Distretto di Economia Solidale), è stato quello di rappresentare e comunicare un altro modo possibile di intendere l’economia e le relazioni tra produzioni, bisogni e consumi, antagonista al Pensiero Unico dominante imposto dai mercati e dalla finanza, basato su una crescita infinita, non qualificata delle produzioni e dei consumi, e misurata su un unico indicatore quantitativo, il PIL, del tutto inadatto a misurare il benessere e la salute degli organismi viventi (uomini, animali, piante, acqua, terra, foreste, etc.).
La crisi economica e di civiltà che sta attraversando il nostro tempo è stata determinata proprio da questo sistema della finanza virtuale e della liberalizzazione dei mercati, ed è davvero poco rassicurante sapere che i rappresentanti di quel sistema che ci ha condotti sull’orlo del baratro, siano gli stessi che ora si sentono titolati e accreditati a salvarci da questa crisi, e con la stessa allettante ricetta che ci sta conducendo alla distruzione: una ricetta composta di depredazione e di inquinamento degli ecosistemi, delle terre, delle acque, delle foreste e della biodiversità; una ricetta fatta di privazione della democrazia e dei diritti, di liberalizzazioni e di privatizzazioni, che avrebbero dovuto condurci a un miglioramento dei servizi e della qualità della vita, e che, invece, hanno creato monopoli, accaparramento dei beni e dei patrimoni pubblici e demaniali, concentrazioni di potere e di ricchezze, diffusi e ingestibili conflitti di interessi; una ricetta infine che pretende di risolvere tutto mediante una scienza che riduce la complessità del vivente a qualcosa da sezionare e manipolare, come i pezzi di un congegno meccanico.