
”Occorre che chi e’ in politica da cattolico si ‘muova’ e dimostri di avere idee, capacita’ d’interlocuzione, punti di riferimento e obiettivi chiari. Dopo la stagione dei due pasticci (i poli di destra e di centrosinistra, n.d.r.), non c’e’ -insomma- bisogno di un terzo pasticcio, ma un ‘di piu”, di un’azione convincente che indichi una volonta’ e una prospettiva diverse”.
Sono le parole del direttore di ‘Avvenire’ Marco Tarquinio che scrive: ”I cattolici in politica devono battere un colpo, dimostrare di esserci, rendersi indipendenti tanto dal berlusconismo quanto dal neosocialismo pragmatista del Pd, ripensare l’Italia, avere finalmente un raccordo con la base viva del cattolicesimo impegnato (penso al mondo delle associazioni e dei movimenti come Cl): A questo punto potranno anche decidere di allearsi con Berlusconi, se lo riterranno utile… con l’obiettivo tuttavia -conclude il lettore- di chiudere la stagione berlusconiana, ora che ‘il re è nudo, e ‘rifondare’ l’Italia”.
Il direttore di ‘Avvenire’ che riconosce al lettore che la sua lettera ”e’ puntuale e stimolante” afferma che ”verrebbe da dire che c’è necessità di una scelta ‘gratuita’ di servire agli interessi primari del Paese.