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Continua il momento magico del Real Marsico
Marsiconuovo (PZ) – Continua il momento magico del Real Marsico che vince in rimonta 2 a 1 sull’ostico Focus Foggia , grazie alle reti di Napolillo e Benedetto, e con la contemporanea sconfitta della Femminile Barletta convalida il terzo posto solitario ad un solo punto, ma con una partita da recuperare, proprio dalla Focus Foggia. Prova di carattere delle marsicane che non si sono mai smarrite nonostante l’iniziale vantaggio ospite, esprimendo con continuità un buon livello di gioco pur giocando su un campo molto pesante.
Dopo una prima fase iniziale di studio dove il gioco ristagna a metà campo si fa pericolosa la Focus, è il 10’ quando Pasquariello partita sul filo del fuorigioco scavalca l’incerta Fiore in uscita ma Benedetto sventa in angolo prima che il pallone entri in porta. Questo è il preludio al vantaggio ospite, che arriva al 14’; la Focus sfonda sulla fascia destra e sul cross Mariani di piatto trova il più facile dei goal ad un metro dalla porta. Il vantaggio ospite scuote le marsicane che iniziano pia piano a prendere il pallino del gioco, sfiorando ripetutamente il pareggio, Giannasio al 26’ tiro al volo di sinistro parato, Napolillo conclude al volo su cross di Giannasio ma l’ottimo numero uno Monte para. Al 31’ è Catalano che su punizione impensierisce l’estremo foggiano. Il Real continua a premere in attacco ma la Focus in contropiede sfiora il goal, azione fotocopia del vantaggio ma questa volta Fiore si riscatta e chiude su Tancredi. Al 36’ Catalano calcia una punizione verso il centro e De Luca non riesce a colpire, la respinta della difesa arriva a Giannasio, tiro a colpo sicuro ma il portiere salva respingendo sulla traversa. Al 42’ arriva il meritato pareggio, Napolillo calcia tesa una punizione dal limite su cui Monte nulla può, con il pallone che s’insacca sotto la traversa.
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ARBEA e amministrazione: che caos!
Ci risiamo. Quando si parla di ARBEA, la vergogna è un concetto che deve essere messo da parte. Quando si parla delle responsabilità dell’amministrazione De Filippo nell’aver mantenuto, contro ogni logica, contro la relazione della Commissione di Vigilanza della quale, per pura “operazione di facciata”, ha “preso atto” con la D.G .R. n. 233/2010, la poltrona di Gabriele Di Mauro, invece pure.
Come quando la Regione Basilicata avalla il falso in atto pubblico commesso dal Di Mauro con proprio Decreto n. 236/2009 per farsi approvare il “Bilancio di previsione” 2010.
Come quando, dopo la scadenza del suo contratto da “direttore” di ARBEA, il 23 febbraio di quest’anno, con generoso entusiasmo decide di applicare la “prorogatio”, il tacito prolungamento di 45 giorni del mandato di una carica politica. Di un mandato, per l’appunto: quando invece il Di Mauro si ritrova “direttore” di ARBEA avendo firmato un contratto di diritto privato a tempo determinato.
Come quando ha sempre fatto il gioco delle tre scimmiette di fronte a casi come quello di Tommaso Antonio Romeo, il “responsabile dei sistemi informativi” di ARBEA che, a fronte di una delega totale al SIAN di AGEA, non solo ha intascato le generose indennità mensili di “responsabile”, ma ha anche sfruttato la propria posizione per mettere in pagamento, tramite il SIAN che gestiva, le domande di “ricostituzione del potenziale forestale” Mis. 226 del PSR, per un importo di un milione di euro all’anno, presentate dalla Comunità Montana “Collina Materana” di cui è Commissario dopo esserne stato presidente, per tutti gli anni della sua permanenza in ARBEA.
In merito alla delega totale alla società SIN Srl, in affidamento diretto ed in spregio della vigente normativa sugli appalti pubblici, trattasi di vicenda sulla quale la Corte dei Conti bene farebbe a pronunciarsi al più presto. Se vi fossero stati altri affidamenti diretti, dico per dire alla società Pricewaterhouse Coopers SpA per un importo complessivo di circa 90 mila euro, bene farebbe ad interessarsi.
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Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e WWF Italia chiedono a Camera e Senato la soppressione dell’articolo 43 della legge Comunitaria e lo stop alle norme anti-fauna.
“Alle regionali gli italiani non votano chi è contro la natura”
“La stragrande maggioranza degli italiani è contro la caccia e dice un forte no alla legge che estende la stagione venatoria”. E’ il dato più generale che emerge dal nuovo sondaggio realizzato da Ipsos per Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf Italia.
“Il sondaggio Ipsos su “Le opinioni degli italiani sulla caccia” –dichiarano Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf Italia – non lascia spazio a dubbi: il 79% dei cittadini considera la caccia una crudeltà da vietare o da regolare più rigidamente, mentre l’80% la vorrebbe vietare nei terreni privati senza l’autorizzazione del proprietario (il noto articolo 842 del Codice Civile). Ancora, l’84% degli italiani darebbe la licenza di caccia solo a 21 anni con ritiro ai 70, mentre l’86% è favorevole ad aumentare la distanza di divieto di caccia dalle case e dai sentieri degli escursionisti. Il 71% degli italiani chiede poi di limitare la stagione venatoria ai soli mesi di ottobre, novembre e dicembre e il 77% chiede il divieto assoluto di caccia gli uccelli migratori.
Nettissimo anche il dato relativo all’articolo 43 della legge Comunitaria, approvato in Senato e ora in discussione alla Camera, che permetterebbe l’estensione della stagione venatoria oltre gli attuali limiti 1 settembre – 31 gennaio. In questo caso la contrarietà è dell’81% degli italiani, che dunque si oppongono ad ogni ipotesi di allungamento della stagione di caccia, ad esempio ai mesi di agosto e febbraio.
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Un augurio speciale a tutte le donne lucane… e anche a quelle non lucane
Per la festa delle donne un augurio a tutte le donne e un monito a tutti gli uomini: “Sappiate amare sempre la donna, fonte della vostra felicità”. L’augurio lo facciamo con una poesia di Cesira Ambrosio, poetessa potentina (di origini napoletane).
“DONNA”
“Onde di lavande vagabonde
racconta di te il profumo del vento,
e sull’Altare delle fatiche tue: “Donna”
scorre il momento in cui la vita tua cambiò.
Fu la luce di quel lontano Sole
che abbagliò la tua fede
nelle conquiste future.
Ignara del cammino le avversità,
su nuove strade, il sogno, poi, del lavoro, è realtà.
Gioiosa, forse silenziosa,
dietro l’angolo delle non perdute speranze,
su ali di farfalle
viaggia per una rosa.
Tu Maestra di vita,
tessi ancora allegre melodie,
da fissare su fiocchi di poesia,
mentre regali coraggiose emozioni,
non sospiri di perdute malinconie!!”.
Cesira Ambrosio
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Non dimenticarsi delle donne in agricoltura
In occasione della festa delle donne un pensiero ed un augurio particolare va rivolto alle imprenditrici ed alle lavoratrici agricole che svolgono un ruolo ed una funzione fondamentale nell’ambito della società e dell’economia lucana.
Nicola Manfredelli, che nel suo programma elettorale ha posto al primo posto l’impegno per il rilancio dell’agricoltura lucana, fa presente che in Basilicata le donne impegnate in agricoltura rappresentano oltre il 20% del totale degli occupati del settore, collocandosi al secondo posto in italia, dopo il Molise.
Le istituzioni e i partiti devono prestare la massima attenzione alla complessità di un impegno al femminile che non deve essere disgiunto dai moderni processi che investono la società e l’economia, tanto è vero che oggi, come testimoniano le numerose aziende agricole condotte direttamente dalle donne, esse svolgono un ruolo di primo piano nello sviluppo di attività, spesso innovative, del mondo rurale.
Con la proposta di governo della Basilicata, la lista IO AMO LA LUCANIA, con candidato Presidente del cambiamento Magdi Cristiano Allam, ha considerato prioritari gli aspetti che riguardano il giusto sostegno alle persone ed alle attività di emancipazione sociale, svolte in particolare dai giovani e dalle donne, che dovranno essere protagonisti della crescita e del rinnovamento dell’economia e della società.
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Il ruolo del “prete” oggi… se ne è parlato lo scorso sabato
LAGOPESOLE. Qual è il ruolo e il significato del “prete” oggi? Si è tenuto lo scorso sabato 6 marzo, nella sala conferenze del Castello federiciano, la presentazione del libro “Prete: dal mistero alla teologia. Una ricerca”, del cappellano militare don Claudio Mancusi. L’intento dell’autore non è quello di presentare “un testo esaustivo o di avere ragione scientifica -come precisa lo stesso- ma suscitare una riflessione sull’argomento” anche alla luce di una società sempre più critica o distante dal Dio di Gesù Cristo. Al prete poi si richiede una maggiore consapevolezza della propria identità attraverso il recupero della “forza del vangelo” e la virtù di “Cristo morto e risorto” perché egli “riscopra la sua originale e autentica vocazione -scrive don Claudio nell’introduzione- suggellata dal sacramento dell’ordine, e quindi prenda coscienza della sua dimensione missionaria, alimentata dall’amore del Buon Pastore che dà la vita per i fratelli”.
Una riflessione che si fonda su una ricerca che parte dalle origini sino ad approdare al Sinodo dei Vescovi del 1971. Il volume fresco di stampa (gennaio 2010) di 336 pagine si divide in quattro capitoli (Le origini; la dimensione teologica; sacramento e mistero e un excursus che va dai padri alla Commissione teologica internazionale) e termina con una corposa e interessante bibliografia.
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